«Via le statue dell’amore da palazzo Spada»

La Soprintendenza non si lascia intenerire e scrive  a Bandecchi: «Quella non può essere la loro collocazione»

TERNI – Non si  lascia intenerire dalle sei statue che ritraggono altrettante espressioni di amore. La Soprintendenza dell’Umbria sollecita  il Comune guidato da Stefano Bandecchi a spostare le sei opere che dal 31 maggio si trovano nell’atrio di palazzo Spada, un edificio del Cinquecento sottoposto a vincolo.

Liberare dunque dall’assedio il Thyrus in travertino.  La scultura simbolo di Terni si è ritrovata in poche ore circondata dal bronzo delle opere di Andrea Villani, l’architetto candidato alle Europee con Ap. In effetti la permanenza delle rappresentazioni dell’amore doveva essere fugace. Subito dopo le elezioni avrebbero dovuto essere collocale in varie parti della città. Dove? Nei punti strategici:  nelle piazze, nei parchi e vicino alla basilica di San Valentino.  La permanenza nell’atrio di palazzo Spada, dunque, la sola occasione per stare tutte insieme. Il futuro sarà di solitudine.

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