Facciamo “un lagna stop”, i Comuni devono tornare a versare allo Stato e a Perugia Romizi ha lasciato alla nuova Giunta tutti i soldi più la mancia

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | La polemica dei sindaci della sinistra più campo largo dell’Umbria è l’inizio di campagna elettorale per la Regione e ci sta. Ma la tabella sul disavanzo “monstre” lasciato dal centrosinistra perugino dimostra che ora sarebbe il caso di parlare di progetti futuri

DI MARCO BRUNACCI

PERUGIA – Bene, bravi, ma non è questo il modo di fare il bis. Uno vince le elezioni ed ha tutto il diritto di fare ancora propagando per fissare nuovi obiettivi. Ma per favore promuoviamo una moratoria delle sciocchezze. Basta col solfeggio delle lamentele.

La diatriba tra i sindaci di sinistra e quelli dell’altra parte in Umbria ha ormai risvolti da ridere, non fosse da piangere. Ognuno ha il sacrosanto diritto di prendersi i voti come meglio crede, ognuno ha il diritto di sfruttare l’essere opposizione oppure l’essere maggioranza. Però un limite alle assurdità bisognerà pur porselo, no? Allora: i sindaci di centrosinistra dell’Umbria hanno tutto il diritto di rivendicare la Regione che hanno perso per gli ultimi 5 anni, dopo 49 di rosso fisso. L’anomalia va sanata. Già che verrà scelta una candidata rosso pallido, tendente al rosa acceso, come Stefania Proietti che è già un sacrificio.  E va bene. Ma perchè devono ripetere cose che sono una testimonianza contro l’intelligenza delle persone che le pronunciano?

Allora: da tempo immemore, in un Paese straindebitato come l’Italia, i Comuni devono dare il loro contributo alla finanza generale. Governi nazionali di destra e di sinistra e di tutte le altre forme mix possibili lo hanno detto e sottoscritto. L’ultimo prima del Covid, quello Draghi, non ha fatto eccezione. E in quel Governo mancava solo Giorgio Meloni, gli altri c’erano tutti.

Ok? Col Covid i Governi centrali hanno dato poi tre anni di libera uscita ai Comuni e agli altri enti locali per star vicini alla gente, per venire incontro alle esigenze più urgenti. Non appena il fantasma del Covid, con tanto di lockdown, è svaporato, i Governi centrali (stavolta c’è la Meloni) hanno richiesto agli enti locali (ai Comuni come alle Regioni) di tornare a contribuire. 

Ci sta che in Umbria, regione dove si torna tra poco a votare, i sindaci della sinistra più campo largo facciano un gran baccano. Ma fino a un certo punto. Se poi a dare frenetici colpi al tamburo della protesta è Perugia, la cosa diventa buffa. Infatti il generoso – per niente avveduto – sindaco Romizi, come risulta dalla tabella che pubblichiamo, ha passato gli ultimi dieci anni della sua vita a rimettere in sesto i conti della sinistra e poi ha lasciato ai suoi successori, in cortese dono, 5,7 milioni di avanzo. 

Roba da far studiare da Recalcati o ad altro psicoterapeuta esperto di meandri del cervello di chi fa politica. Ci vuole un detective tra neuroni e sinapsi per spiegare, ma certo il risultato è chiaro: la nuova giunta comunale di Perugia invece del disavanzo “monstre” trovato da Romizi, ha un avanzo più che sufficiente per pagare i soldi richiesti dal Governo (li avrebbe richiesti qualunque Governo nazionale, di ogni colorazione politica immaginabile). Perugia potrebbe dover contribuire con 3, forse 3,5, milioni. Ma arrivasse a 4 milioni ne resterebbero ancora 1,7 in cambusa.

Facciamo un “lagna stop”, una moratoria del rito dello stracciarsi le vesti e via pagare il tributo allo Stato, felici come ci fosse la Schlein a fare il primo ministro. Per altro non è solo cosa dei Comuni, anche le Regioni dovranno riprendere a versare allo Stato dopo la pausa del Covid. La Regione Umbria, pur con i cosacchi alle porte, ha dovuto trovare 9 milioni da ridare al Governo italiano e, considerando che il suo bilancio è fatto di sanità e costi del personale, la cifra è da considerare una enormità.

Conclusione edificante: piantiamola qui. Nella corsa per la Regione Stefania Proietti è favorita perchè da sempre l’Umbria è una regione rossa. A Donatella Tesei resta il compito di fare da baluardo per ritardare il ritorno alla Casa Rossa di palazzo Donini. La vecchia sinistra (Bonaccini, per capirci) magari era meno attrattiva ma meno pittoresca: una polemica su questo tributo mai l’avrebbe fatta. A Perugia  i 3 milioni (ragionevolmente) da versare sarebbero l’1% del bilancio. Grazie all’avanzo, lasciato da Romizi, è nulla.

Prima di agosto è previsto il road show della Proietti, candidata alla Regione per sinistra e campo extralarge. Sai quanti interessanti proponimenti potremmo ascoltare, invece di queste inutili e pretestuose lamentazioni.

Il tutor che spopola

Gianni Antonelli (foto da sportumbria.net)

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