TERNI – Una passeggiata culturale attraverso il bosco sacro di Piediluco fino alla rocca Albornoz. Che domina il paese e il lago su cui questo si affaccia, mantenendo ancora un aspetto imponente. E che proprio per la sua posizione, nel corso di molti secoli fu un presidio per il controllo e la difesa del territorio tanto da essere oggetto di acerrime contese tra Terni, Rieti e Spoleto.
Una iniziativa dell’associazione Umru di Terni. «Siamo in un luogo di particolare rilevanza storica e mitologica – spiegano gli organizzatori – menzionato da grandi autori, storici e scienziati: Plinio il Vecchio, Dionigi di Alicarnasso, Virgilio, Galileo Galilei, Francesco Stelluti. Tutti affascinati dalla particolare bellezza del posto, ne colsero e descrissero alcune peculiarità ambientali e paessaggistiche uniche». Di questo e molto altro se ne parlerà durante l’escursione di domenica 14 luglio.
Il ritrovo è previsto alle ore 7,15 al parcheggio gratuito di vocabolo Colle dei Frati, con rientro previsto alle ore 11. Il percorso, di pochi chilometri, si svolgerà prevalentemente in ombra. La prenotazione è necessaria al numero 349.4621760.

La Rocca di Piediluco è un complesso costituito da due parti distinte: il Palazzo, fatto costruire nel XIII secolo dai Brancaleoni, signori del luogo, sui resti di un precedente castello risalente ai primi anni del millennio, e la Rocca, che assolveva a una funzione militare-difensiva.
Sorta tra il 1364 e il 1368 per volontà del cardinale Albornoz (legato pontificio) per riaffermare l’autorità e il potere della Chiesa, ne divenne proprietario, insieme al territorio circostante, Blasco Fernadez di Belvisio, a cui si deve la ristrutturazione del palazzo. Di quest’ultimo si possono ancora distinguere la sala di rappresentanza, le stanze residenziali e alcuni vani accessori. Il portale reca due leoncini simili a quelli presenti nel coronamento del portale della chiesa di San Francesco, situata all’interno del paese e che venne realizzata nell’ambito del progetto di trasformazione dell’abitato voluta dalla famiglia Brancaleoni.
A caratterizzare la rocca è il poderoso mastio dalla forma pentagonale, sviluppato su cinque livelli di cui quello inferiore fungeva da serbatoio d’acqua. Una cisterna per la raccolta delle acque piovane invece si trovava al centro del cortile d’armi. La disposizione lineare delle parti mastio-cortile e palazzo residenziale differenziano questa fortezza dalle altre rocche albornoziane situate in Umbria, accomunate dall’ impianto quadrangolare. Il complesso era cinto da un sistema di fortificazioni che lo univa al sottostante abitato. Le porzioni rimanenti di queste mura sono nascoste da una fitta vegetazione arborea piantumata negli anni ’30 dello scorso secolo.


