Il latte goccia e le targhe sono scolorite: caseificio bloccato

Giacomo Vitto: «I vigili urbani del mio paese mi hanno sequestrato il mezzo di lavoro»

S. P.

AMELIA (Terni) – Cinquant’anni di attività. Mai una multa dalla Usl. Sempre in alto il nome della produzione tipica: la mozzarella di Amelia, con il latte del territorio.
Mezzo secolo di onorata carriera messi a dura prova per poche gocce di latte. Una vicenda rocambolesca che ora vede 8 posti di lavoro a rischio.
Giacomo Vitto, il titolare, è molto, molto amareggiato: «Ad Amelia tutti sanno i sacrifici che facciamo, da decenni ci svegliamo all’ alba, lavoriamo per tutta la giornata. Mandare avanti un caseificio, per di più ubicato nel centro storico, non è semplice. Non mi aspettavo di essere trattato così in questo modo».
Giacomo è conosciuto da tutti per il suo fare pacioso e gentile. Una persona di altri tempi: «Abbiamo sempre lavorato in un contesto di grande serenità. Abbiamo investito tanto nel centro storico dove si trovano il laboratorio e il punto vendita che è anche piccola ristorazione». I guai iniziano poche mattine fa: «Il pickup che trasporta le cisterne del latte che prendiamo a Vigne di Narni è stato fermato dai vigili urbani di Amelia nella centralissima piazza XXI Settembre. Un fermo perché una delle cisterne gocciava. Una perdita non eccessiva ma in effetti la gocciolatura c’era perché pensavamo di aver risolto con una riparazione evidentemente non riuscita. Quello che mi ha colpito è che i vigili hanno sequestrato il mezzo perché le targhe erano un po’ scolorite. Laviamo spessissimo il furgone e una attenuazione delle targhe ci può stare ma sicuramente sono leggibili».
L’ azione dei vigili ha ripercussioni pesanti per l’ attività produttiva: «Ora il mezzo deve essere rimmatricolato. Un costo rilevante, ma sono i giorni di fermo a preoccuparmi. Senza furgone con le cisterne la mia attività è a rischio. Anche per il produttore di latte è un problema”.
Giacomo è sconsolato: «Non penso di meritarmi tutto questo. Il lavoro e la correttezza per noi sono stati sempre un modello. Pensavo che almeno ad Amelia ne fossero tutti consapevoli».

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