TERNI – Non sarà un tirante in più a rovinare la visuale su largo Villa Glori. Anzitutto perché quando non ci sono le luminarie i passanti non stanno con il naso all’insù e poi perché di tiranti in largo Villa Glori ce ne sono da vendere. Fili aerei che vanno in tutte le direzioni. Intersecati e ingrigiti. Brutti. Fili che non tengono un bel niente ma che stanno lì da mesi. I residenti dicono da anni: «Siccome quelli che montano le luminarie sono sempre gli stessi, quando le smontano non tirano via i fili posizionati per tenerle così se li ritrovano per l’anno seguente».
Sono tantissimi e da quando è scoppiato il caso del pino di largo Villa Glori – il sindaco ha ordinato ad Afor di abbatterlo per ragioni di sicurezza, gli ambientalisti hanno manifestato, il capogruppo di Forza Italia, Francesco Maria Ferranti, ha chiesto al sindaco di indagare meglio, Bandecchi ha detto di sì e poi di no, tutto nel giro di 13 giorni – la gente che va a vedere il pino per l’ultima volta si rende conto che in largo Villa Glori sono più i fili sospesi che i rami dell’albero. Tanti di più. Comunque l’alternativa all’abbattimento della pianta ornamentale, peraltro verdissima, secondo l’architetto Paolo Leonelli c’è: «Si tratterebbe di un intervento minimale»
«In città si sta dibattendo tanto – sottolinea Leonelli – e senza senza dubbio la condizione attuale della pianta non risulta di piena sicurezza e pertanto occorrerà intervenire. L’abbattimento, però, potrebbe essere sostituito da un’opera di messa in sicurezza minimale: un tirante di acciaio che ne consenta l’assetto verticale. Si potrebbe realizzare tale semplicissime e non impattante intervento con un ancoraggio primario a Palazzo Leoni Montani e secondario a Palazzo Chitarrini. La Fondazione Carit ne potrebbe sostenere il costo traendone un gran merito»


