R.P.
PERUGIA – Il Pci in campo per l’abolizione del ticket. «L’iniziativa del Partito Comunista Italiano – si legge in una nota – vuole iniziare a porre rimedio all’elevato stato di degrado del nostro Servizio Sanitario Nazionale, dovuto a convergenti processi di privatizzazione del diritto alla salute. Ormai a livello nazionale i servizi privati convenzionati raggiungono un terzo dell’offerta ospedaliera, oltre la metà dei servizi di diagnostica e specialistica, la quasi totalità dei servizi residenziali e semiresidenziali, la spesa privata diretta estrae dalle nostre tasche circa 700 euro pro capite ogni anno, l’espansione di assicurazioni e fondi privati tramite accordi sindacali “copre” ormai 15 milioni di lavoratori».
«Per parte sua – scrivono i comunisti – i vari governi nazionali hanno imposto numerosi “lacci e lacciuoli” alla sanità pubblica (ticket, assunzioni al personale ferme ai livelli del 2004, libera professione intramoenia, numero chiuso a Medicina, aziendalizzazione, gestione pedestre delle liste di attesa) facendo politiche bipartisan di servizio al privato. Il complesso dei fattori citati produce una caduta delle qualità dei servizi, in primo luogo negando l’equità di accesso ai servizi efficaci, determinando poi la spoliazione dell’offerta sociosanitaria nei servizi delicati (salute mentale, salute minori, consultori) ancor più nei piccoli comuni e nei territori periferici, un sostanziale abbandono della prevenzione primaria ambientale connesso con il fatto che per i servizi privati “paga la malattia” piuttosto che la salute, la concorrenza per una risorsa scarsa come il personale, maggiori costi per il pagatore (ASL) rispetto alla erogazione in proprio, difficoltà a verificare nel privato il rispetto di regole contrattuali e requisiti di sicurezza. Questi effetti negativi del privato in sanità sono noti nella letteratura scientifica e si aggraveranno con il passaggio all’autonomia differenziata».
La campagna, fanno sapere dal Pci, mirerà «a raccogliere 50mila firme in sei mesi, per abrogare una prima importante barriera che impedisce l’accesso dei cittadini al Ssn, spostare gli investimenti per la salute a carico della fiscalità generale e contrastare la sottrazione di fondi al welfare per finanziare la guerra capitalista. A Perugia, fanno sapere dal Pci, sono disponibili presso i cinque Uffici relazioni con il pubblico di Ponte San Giovanni, San Sisto, Ponte Felcino, Ponte Valleceppi e centro storico, oltre che presso la segreteria generale del Comune a corso Vannucci i moduli per la sottoscrizione il che permette a chiunque risieda nel comune di Perugia di andare a firmare».


