La magia del “Lago dei cigni” arriva all’anfiteatro Romano

Lo spettacolo della compagnia Almatanz 

TERNI – Il 22 agosto alle ore 21 all’anfiteatro Romano andrà in scena lo spettacolo “Il lago dei cigni” della compagnia Almatanz. La coreografia è di Luigi Martelletta e le musiche di Tchaikovsky.

Trama: Odette è una principessa trasformata in cigno con un sortilegio dal malefico mago Rothbart (a cui la principessa ha negato il suo amore). La giovane è quindi costretta a trascorrere le ore del giorno sotto le candide sembianze dell’animale, tornando alle sue sembianze umane di notte. Solo un giuramento d’amore potrà sconfiggere la maledizione di Rothbart. Una notte il principe Sigfrid trova il cigno bianco, i loro sguardi si incrociano, Sigfrid si innamora di Odette e promette di salvarla. Il resto è negli annali della danza di tutto il mondo.

Fortemente legato alla tradizione accademica, Luigi Martelletta propone un lavoro stilisticamente più snello e più vivace, alleggerendo tutti i manierismi e le pantomime che in alcuni casi risultano eccessive. In ogni caso non mancano le suggestioni evocate dall’itinerario danzato che molti conoscono e si aspettano: i cigni, la danza spagnola, la danza russa, il valzer, i passi a due e molto altro. Il coreografo ha attinto alle risorse esteticamente più vitali, plasmandole però in un linguaggio personale disponibile allo spirito nuovo della danza neoclassica, rivisitando l’accademismo senza unilateralità stilistica. Il racconto si svolge con la tradizionale musica composta da Cajkovskij ma sono numerosi gli inserti di altri autori e tra questi un ruolo fondamentale è ricoperto dal compositore e musicista Alessandro Russo, artista in grado di “trattare” la musica come un elemento vivo e naturale.


Il Lago dei Cigni di Compagnia Almatanz è autenticamente una creatura di oggi, del presente, con tutto quello che ciò comporta. La particolarità di questo spettacolo consiste proprio nella capacità di unire fantasia e realtà, di proporsi vivo e attualissimo, pur dimorando in un suo pianeta espressivo che sa di già vissuto. L’ideale neoclassico di una bellezza assoluta, regolata da un ordine imperturbabile, è l’obiettivo totalizzante della creazione.

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