TERNI – Giovedì pomeriggio l“innaffiata” ad Enrico Maggiolini sotto Palazzo Spada. Ma non è la prima volta che Bandecchi fa il lama. Nell’epopea di parolacce e gestacci ci sono capitoli già scritti che riguardano lo scatarro.
Quando era presidente della Ternana Bandecchi riversò saliva sui tifosi che lo contestavano scatenando la loro aggressività anche se il contatto fisico fu evitato per il frapporsi della sicurezza. Fu in quell’occasione che si guadagnò sul campo – è proprio il caso di dire quello di calcio – l’appellativo di “Sputacchione”. Un nomignolo che non gli ha impedito di diventare sindaco, eletto dalla maggioranza relativa dei ternani al ballottaggio.
Giovedì 5 settembre, un quarto d’ora prima dell’apertura della festa di Ap, si è ripetuto, questa volta con la carica di sindaco in pectore e sotto palazzo Spada, contro un cittadino che lo aveva contestato via social.
Uno sputo, anzi due, che sono stati filmati dagli operatori web e tv e anche dalle forze dell’ordine. La nuova “impresa” potrebbe causare nuovi guai giudiziari a Bandecchi, già alle prese con quelli derivanti dalla issa sfiorata in consiglio comunale
Intanto, sulla vicenda dello sputo fresco di giornata arriva il commento sdegnato dell’ex senatrice della Lega, Valeria Alessandrini, impegnata al ministero dell’Istruzione: «Anni passati a combattere il bullismo nelle scuole e poi accadono episodi del genere, dove un sindaco si permettere di sputare acqua in faccia a un cittadino. Dov’è il rispetto reciproco, dov’è il rispetto per le istituzioni, dov’è il rispetto per la città? Ancora una volta dobbiamo assistere a uno spettacolo indecoroso, un gesto incivile e squallido, che ci fa vergognare di essere rappresentati da persone del genere. Il video lo vedranno le persone che vivono in tutta Italia. Ma peggio dell’ennesimo danno di immagine che viene fatto alla città di Terni a livello nazionale, c’è solo il cattivo esempio che viene dato ai nostri figli. Anche loro guarderanno il video e magari domani si sentiranno autorizzati a sputare acqua all’ultimo della classe perché ‘lo fa anche il sindaco’. No, non è questo l’esempio, non è questo il sindaco che vogliamo per la nostra città e per i nostri ragazzi. Si dovrebbe solo vergognare e chiedere scusa. A tutti, anche se non basterà».



