“Suoni d’argento: i benefici della musicoterapia sugli anziani

Un progetto della cooperativa La Speranza che vede protagonisti Nicola Pressi, Beatrice Giaccaglia e Piergiorgio Marchesi. L’INTERVISTA

di ELENA CECCONELLI

TERNI – Fino a che punto la musicoterapia può essere di giovamento e può aiutare a rallentare il decadimento cognitivo degli anziani, in particolare degli over 65? Con queste domande e dalla ferma volontà di dimostrare quanto la disciplina aggregativa e comunicativa della musicoterapia può apportare giovamenti e benefici nasce il progetto denominato “Suoni d’argento”. Un’iniziativa che è nata dalla cooperativa La Speranza, la cui presidente è Tania Martellotti, ha vinto il bando finanziato dalla Carit “Welfare di comunità”. Nicola Pressi, in arte Cane sulla luna, che è il project manager della cooperativa, ora è il responsabile e il coordinatore di “Suoni d’argento”. Al suo fianco la musicoterapista, Beatrice Giaccaglia e lo psicologo, Piergiorgio Marchesi.

«Ad ottobre inizieranno i primi laboratori di musicoterapia rivolti agli over 65 – spiega Nicola – Beatrice farà gli incontri di musicoterapia con almeno tre gruppi diversi di  persone, composti da 10 membri ognuno. Piergiorgio, invece, farà i report psicologici a fine di ogni gruppo di incontro tramite degli appositi test. Io e Beatrice saremo sempre presenti. Mentre Piergiorgio non ci sarà a tutti gli incontri, ma è importante la sua presenza soprattutto a quello iniziale e quello finale per poter poi fare il gap. I partecipanti suoneranno strumenti molto semplici nell’uso, per lo più a percussione come i tamburi che sono immediati nell’utilizzo, anche strumenti fatti con materiali di scarto. Tramite tecniche di musicoterapia sarà stimolata la comunicazione delle persone mediante l’uso dello strumento».

L’obiettivo principale del progetto è illustrato da Nicola: «Vogliamo comprendere quanto la musicoterapia, che è una nuova disciplina almeno in Italia, abbia risultati ottimi rispetto al ’invecchiamento cognitivo delle persone più anziani, in particolare degli over 65. Fino ad ora la musicoterapia ha principalmente coinvolto i giovani e le persone disabili a vario titolo. Ora vogliamo dimostrare quanto il loro decadimento cognitivo può rallentare grazie ai laboratori di musicoterapia. La musicoterapia è uno strumento di integrazione, di comunicazione alternativo a quello verbale ed è valido per tutte le persone. Per questo vogliamo dimostrare al pubblico quanto le persone che si trovano in una fase di anzianità, con decadimento cognitivo, sociale (perché ad esempio lasciati soli o non seguiti), possano con la musicoterapia sviluppare/ ritrovare una volontà di comunicazione e di socialità».
Il progetto conta su vari partner come il Comune di Terni, di Narni, Arci, Auser Terni e Associazione Steel Bay, Cesvol Umbria, che metteranno a disposizione anche i propri spazi per consentire lo svolgimento dei laboratori.

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