TERNI – Il nodo dell’ energia per Ast a prezzi competitivi con l’ Europa si fa sempre più intricato. Arvedi da mesi ormai reclama a gran voce tariffe che siano competitive con la Francia e i paesi scandinavi ma la strada appare molto in salita.
La verità è che un problema che riguarda tutta l’ Italia. Il primo paese manifatturiero dell’ Europa non ha fonti di energia proprie, se non una modesta quota di rinnovabili. Un problema ancora più sentito per le aziende energivore, come le acciaierie. Giusto venti anni fa, durante la vertenza del magnetico, il tema dell’ energia a prezzi competitivi era già presente. All’ epoca si ipotizzò una centrale turbo gas, da realizzare fuori dalla Conca Ternana per non accrescere i tassi di inquinamento ma a servizio delle acciaierie. Non si fece. Perché Narni si ribellò e perché non si trovarono investitori. Oggi con la crisi dell’ approvvigionamento del gas per il conflitto russo-ucraino, la centrale non sarebbe redditiva. La crescita del costo del gas è uno dei problemi dell’ economia tedesca, paese ricco di centrali a turbogas, fino ad ora alimentate dal gas russo.
E allora? In prospettiva c’è la scadenza dei canoni idroelettrici – il 2030- con la centrale di Galleto che potrebbe tornare, come è nella sua storia, a servizio di Ast. Un passaggio comunque non semplice perché Galleto serve parte dell’ Italia centrale e soprattutto non per oggi.
Nell’ immediato ci potrebbero essere solo le tariffe agevolate per intervento del governo. Agendo sulla tassazione. Anche se in questo caso c’è il problema degli aiuti di stato, pratica non consentita dall’ Unione Europea. In questi giorni in alcune stanze Ast si parla addirittura di centrale nucleare di nuova generazione. Ma è giusto un pourparler perché ci sarebbe da cambiare una normativa nazionale. Roba di anni. Sempre che il Parlamento affronti il tema. Il nodo energia è dunque sempre più ingarbugliato, al punto tale da non essere sciolto.


