I temi etici, la guerra tra vertici umbri e nazionali dentro Azione e i Socialisti, l’“effetto Gallinella” e lo smottamento del centro: i dolori di Proietti al via

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Braccio di ferro sulla lista (o le liste) che devono rappresentare i calendiani e i socialisti: Leonelli e Novelli non accettano diktat romani. Dopo l’attacco di Gentiletti, Il Fatto Quotidiano racconta che Pd, M5s, Avs stanno incalzando la candidata presidente su aborto e fine vita

di Marco Brunacci

PERUGIA – A forza di non parlarne, Stefania Proietti, con la sua versione umbra di campo largo, si trova tre problemi, non piccoli, legati al centro del centrosinistra, che anche nella regione si sta riducendosi a vista d’occhio.
1.Adesso, dopo qualche ora, se ne può parlare serenamente, senza irritare nessuno: Azione e il nuovo Psi a livello nazionale hanno deciso che in Umbria si presenterà una lista con i simboli dei due partiti. Dentro tutti i socialisti che vogliono (da Bertini a Bacchetta) e poi Porzi in conto Azione.
Questo significa che la lista emanazione di “Pensa Perugia” (Leonelli-Novelli) viene rottamata prima di essere usata.

Con alcuni corollari che sono un campanello d’allarme che suona forte nella campagna elettorale di Proietti:
a. L’intesa che era stata trovata in Umbria tra il segretario regionale di Azione, Giacomo Leonelli, e quello del nuovo Psi, Federico Novelli, per una lista di ispirazione civica, contenitore di istanze diverse, va considerata carta straccia. 
Ora a loro due non resta che aprire una vertenza con i vertici dei loro rispettivi partiti in questi termini: noi abbiamo la netta maggioranza in Umbria e decidiamo il nostro destino, disposti magari a farci da parte e a non candidarci. Altrimenti possono soccombere al diktat.
Leonelli e Novelli non sono persone che si impressionano. Quindi hanno scelto di rispondere al livello nazionale, ributtando la palla nel campo avverso, come potete leggere qui sotto. “Pensa Perugia” vuol partecipare alle regionali. Si attende la prossima puntata.
b. La lista del progetto Leonelli-Novelli aveva un grande pregio: consentiva anche a Italia Viva e ai suoi candidati di partecipare alla corsa elettorale. Non avranno avuto tanti voti, ma il segnale veniva dato. Ora Italia Viva non sa più cosa fare, avendo lo schieramento che sorregge Proietti rifiutato il simbolo di IV.
Non per farla lunga e brodosa, ma qui è probabile che serva un intervento distensivo di Proietti, altrimenti rischia di saltare quel poco che resta del centro del centrosinistra.

2.I temi etici? La strategia pare questa: basta non parlarne o parlarne pochissimo o parlarne nelle segrete stanze, o parlarne in modi diversi a secondo del pubblico che ti ascolta. In realtà dall’intervista di Proietti al Fatto Quotidiano i temi del fine vita e dell’aborto sono diventati altrettante mine pronte a esplodere. 
Il primo a farle brillare in Umbria è stato il leader di Senso Civico, Gentiletti, esemplare storia di sinistra alle spalle, il quale non intende votare una candidata che su questi temi contraddice le convinzioni della sinistra che la sorregge. 
Il Fatto Quotidiano oggi però aggiunge una notizia. Nel confronto di domenica scorsa tra i responsabili di Pd, M5s e Avs con la candidata presidente si sarebbe – dice il Fatto – addivenuti a questa conclusione: Proietti affermerà nelle prossime occasioni che su fine vita e aborto ha “sue posture etico-ideologiche, ma che da presidente sarà più laica”. Così scrive il Fatto Quotidiano. 
E ancora nessuno le ha chiesto la sua opinione in merito alle “famiglie Lgbt+”.
3.C’è infine un “effetto Gallinella” (l’ex deputato M5s candidato con Bandecchi) da non sottovalutare per Proietti: lo smottamento verso il centro del centrodestra di una parte di M5s, di ispirazione Beppe Grillo, che non intende diventare una corrente del Pd. Lo stesso fenomeno è in atto tra i renziani e i seguaci di Calenda. È probabile che gli ultimi sondaggi in Liguria, ribaltati in favore del candidato del centrodestra Bucci rispetto a quello del centrosinistra, l’ex ministro Orlando, siano legati, almeno in parte, a questo fenomeno.

LA NOTA DI LEONELLI (Azione) e COTANI (Socialisti per Perugia

Dopo l’esperienza di “Pensa Perugia”, Azione e Socialisti per Perugia insieme anche alle regionali

L’ottima esperienza di “Pensa Perugia”, che oggi è rappresentata in consiglio proprio da un consigliere comunale di Azione e uno dei Socialisti per Perugia non dev’essere dispersa, ma anzi va rafforzata. Proprio in quest’ottica riteniamo un valore aggiunto questa convergenza, che si somma alle forze civiche e politiche che hanno promosso nelle scorse settimane “Pensa l’Umbria” e che vede un contenitore con al suo interno già Azione, PSI, PRI e Laboratorio Civico.
È quindi intenzione comune rafforzare un’area politica seria e costruttiva e che possa contribuire al successo di Stefania Proietti per un nuovo corso della nostra regione.

Giacomo Leonelli (segretario regionale di Azione)
Stefano Cotani (coordinatore di Socialisti per Perugia)

Giacomelli confermato referente Umbria “Boxing for Change”

Acciaierie / Governo, Arvedi e Regione allineati per operare sui costi dell’energia. Più occupazione