TERNI – A tagliare si fa presto: una perizia, un’ordinanza e via. Per vedere nuove alberature a dimora bisogna invece attendere, e anche molto.
Largo Villa Glori, la pineta Centurini e piazza dell’Olmo, nei mesi e nei giorni scorsi, sono stati oggetto di interventi radicali di abbattimento alberi imponenti. La motosega è entrata in azione e nel giro di poche ore ha decapitato piante in alcuni casi secolari. Poi, al taglio, è seguito il deserto. Sono mesi che la pineta Centurini è un prato spelacchiato.
Le centinaia di nuove alberature annunciate dall’ex assessora Mascia Aniello, non si sono viste neanche in cartolina. Secondo Palazzo Spada ci avrebbe dovuto pensare addirittura Ast , nell’ambito delle azioni di mitigazione dell’inquinamento generato dallo stabilimento siderurgico.
A largo Villa Glori la motosega ha fatto fuori un pino marittimo che caratterizzava quell’area di centro da almeno cent’anni. Beh, è rimasta l’aiola rialzata che nel 2018 fu progettata e realizzata proprio pere proteggere il grande pino. Ora che l’albero non è stato eliminati resta quel manufatto, che non ha più ragione d’essere. Dentro, non è stata piantata neanche una rosa di Terni, una veduta desolante che da il senso della città trascurata e abbandonata, anche in quello che dovrebbe essere il salotto buono. Non va meglio a piazza dell’Olmo, dove l’abbattimento del primo dei due olmi rischia di lasciare senza identità una delle piazze più antiche della città. Da secoli piazza dell’olmo, dal 2024 senza olmi.


