di Marco Brunacci
PERUGIA – Liguria chiama Umbria e che dice? Ecco qua.
1 L’Orlando sBucciato è un doppio problema per il Pd. Uomo della nomenclatura ha perso senza se e senza ma. Questo significa che i candidati del Pd vengono percepiti come vecchi. Bisogna inventarsi le varie Ferdinandi che potranno servire per vincere ma non per dare un futuro alla sinistra di governo.
2.In secondo luogo – e qui siamo al tema – Orlando, con la sua sconfitta, ha mostrato a tutti che cos’è veramente il campo largo-larghissimo: una formula da queste parti conosciutissima, un vecchio schema Pds più Rifondazione con eventuali vassalli. Se M5s, i Socialisti, Azione, Iv si propongono di fatto come le correnti del vecchio glorioso Pci, poi trasformato in Pds e Ds, gli elettori votano per la casa madre (il Pd in Liguria ha fatto strike fino a vedere da vicino il 30%). Il Pd ha annichilito gli alleati per poi condurli al naufragio.
3.Il wind of Liguria soffia forte fin da subito nelle vele di Donatella Tesei, che si è rallegrata con Bucci ed è pronta a raccoglierne il testimone. Aspetta che arrivino Meloni e tutti i leader del centrodestra (probabilmente a Terni) per il colpo di reni finale. Ce la farà? Non è automatico, ma da stasera è messa meglio.
4.Se poi lei e la sua campagna elettorale riescono a rendere evidente agli elettori che laboratorio Frankenstein può diventare il campo largo-larghissimo, il vantaggio può diventare misurabile. Ci sarà qualche ego troppo espanso disposto a portare l’acqua con le orecchie al Pd per raccattare una poltrona, una poltroncina o anche solo uno strapuntino.


