Maria Sole Giardini
TERNI – Nel pomeriggio di ieri, 16 ottobre, il Senato, dopo una discussione fiume, ha approvato il ddl Varchi (così chiamato perché presentato dalla deputata Carolina Varchi di FdI) che prevede di perseguire i cittadini italiani che si recano all’estero a praticare la tecnica di fecondazione medicalmente assistita denominata “maternità surrogata”. Ma sembra che il partito del primo cittadino Stefano Bandecchi, su questo punto non sia proprio d’accordo con i propri alleati.
Specifichiamo che la “maternità surrogata” in se è già vietata in Italia dal 2004 con la legge 40 che regolamenta le tecniche di fecondazione assistita. Con questa modifica però, si intende applicare la pena di reclusione da tre mesi a due anni e la multa da 600.000 a un milione di euro, anche a chi andrà a praticarla in paesi esteri dove invece è legale e regolamentata. Una legge che secondo le opposizioni sarà di difficile applicazione per il principio di doppia incriminazione e che sarà smontata nei tribunali mentre per la maggioranza è fonte di orgoglio, a partire dalla Premier Meloni che le ha dedicato un apposito post social.
La reazione che sorprende più di tutti però è quella di Alternativa Popolare, di recente alleato del governo Meloni, che in un comunicato scrive quanto segue: «Alternativa popolare esprime una riflessione profonda sulla recente decisione della maggioranza riguardo alla “maternità surrogata”. Siamo rammaricati – proseguono -di non aver potuto contribuire a una scelta più ponderata e libertaria, che rispetti la libertà di scelta di tutti gli individui. Condanniamo fermamente la maternità surrogata motivata da interessi economici, ma riteniamo importante considerare le situazioni in cui le persone, spinti dall’amore, desiderano formare una famiglia, indipendentemente dalle loro identità di genere o dalle loro relazioni. Non possiamo permettere che ogni donna sia giudicata per il semplice fatto di avere un figlio senza un partner maschile, né che ogni uomo venga stigmatizzato per crescere un bambino che gli è stato affidato con amore. La legge attuale – riferendosi al ddl Varchi – rappresenta una limitazione alla libertà personale di uomini e donne. Alternativa Popolare si impegnerà a far comprendere le esigenze della comunità LGBTQ+ ai nostri alleati politici e di governo. Infine, vogliamo sottolineare, in un’ottica puramente accademica, che il divieto non fermerà il desiderio di avere figli, ma piuttosto potrebbe portare a pratiche clandestine e non regolamentate. È essenziale che il dibattito prosegua per garantire una revisione che tenga conto delle reali necessità di tutte le persone coinvolte». Il comunicato è firmato dal reponsabile Nazionale LGBTQ+ e il Segretario Stefano Bandecchi


