«Chiediamo di mettere in atto quanto necessario per promuovere in tutte le amministrazioni pubbliche il maggior ricorso al lavoro da remoto incrementando il numero di giornate in cui ricorrere a tale modalità di svolgimento dell’attività, al fine di favorire il minore impatto possibile dell’incremento dei prezzi dei carburanti. Riteniamo, inoltre, necessario adottare tutti gli ulteriori provvedimenti atti ad evitare che l’impatto di questa crisi energetica comporti un impoverimento delle lavoratrici e lavoratori pubblici con la perdita del potere di acquisto delle loro retribuzioni». È quanto afferma il segretario generale della Fp Cgil di Terni, Andrea Pitoni, intervenendo su una questione che vede oggi coinvolte le istituzioni a ogni livello nel 2026. La sollecitazione arriva in un momento in cui anche la Commissione Europea, attraverso le dichiarazioni del commissario Dan Jørgensen, ha ufficialmente invitato i Paesi membri ad adottare misure concrete per ridurre i consumi energetici, con particolare attenzione a quelli legati ai trasporti e ai carburanti. Secondo l’analisi di Pitoni, «l’attuale contesto internazionale sta provocando gravi effetti sui mercati energetici lasciando prefigurare una nuova crisi degli approvvigionamenti dei carburanti, preannunciata da un incremento dei prezzi su cui lo stesso Governo è dovuto intervenire con urgenza con il temporaneo taglio delle accise. In questo contesto allarmante, appare necessario e prioritario adoperarsi per il massimo contenimento degli impatti economici di questa nuova crisi che rischia di colpire innanzitutto lavoratrici e lavoratori con un aumento generalizzato dei costi dell’energia».
La riflessione sindacale si sposta poi sulla gestione pratica del personale all’interno degli uffici pubblici italiani. Nonostante le indicazioni sovranazionali vadano verso una direzione di flessibilità e risparmio, la realtà locale sembrerebbe muoversi in senso opposto. «L’Unione Europea chiede a gran voce di ridurre i consumi e gli spostamenti e di fare ricorso il più possibile allo smart working per fronteggiare la crisi energetica in corso, e in Italia la Pubblica amministrazione cosa fa? Lo riduce. Questo sta avvenendo in tante amministrazioni. Chiediamo al Governo e a tutte le amministrazioni di incrementare lo smart working e di mettere in campo tutte le misure possibili per evitare che a impoverirsi siano i lavoratori». Con queste parole conclude il segretario generale, ribadendo l’urgenza di invertire la tendenza attuale per garantire la tenuta economica delle famiglie dei dipendenti pubblici.


