M.Brun.
PERUGIA – Verso le regionali, il punto della situazione.
1.I sondaggi valgono per quel che valgono, ma quando sono tutti della stessa intonazione sono un motivo sul quale riflettere, per chi è considerato avanti e per chi indietro. Tesei per i sondaggi, al momento effettuati, è data in testa e vincente. Lo ha affermato Salvini, facendo riferimento a quelli chiesti dal centrodestra, lo ha confermato il test più ufficiale di Termometro politico. Altri due sarebbero in arrivo, con indicazioni simili.
2.Se Tesei lima le sue strategie di comunicazione, anche rispetto a questo, e quindi tenendosi molto stretta ai grandi temi di governo dell’Umbria, dal campo Proietti arrivano segnali che si sta andando verso una “fase 2”.
Al Lyrick di Assisi, dove si è tenuto un confronto tra le due candidate, organizzato dalla Cna e molto partecipato, le contestazioni della parte di platea di sinistra alla presidente sono state moltiplicate sui social, mentre il centrodestra ha diffuso gli applausi che la presidente Tesei ha ottenuto. Quindi dal web sono arrivate le prime avvisaglie del cambio di strategia di Proietti, sul “modello Perugia”, che ha funzionato per il centrosinistra nella campagna elettorale per il Comune, anche se poi la vittoria di Ferdinandi è stata millimetrica,
3.Il “modello Perugia” riproposto in salsa Proietti. Succederà questo, sembra di capire, da certe uscite sui social. Si tenta di tornare sul motivetto di successo del “vincere, vincere e vinceremo”, che però si abbinava a perfezione a Vittoria (Ferdinandi), meno a Stefania (Proietti). Riparte la tempesta social prodotta dagli interventi di decine di tastieristi che operano come nel dopo Lyrick. Un segno di una “fase 2” della strategia è anche nella foto di Proietti, in primo piano, davanti alla piccola folla di candidati e pubblico festante a Terni. Esattamente come Ferdinandi a Perugia, ma con tanta meno gente. Comunque su claque, empatia e immagine – pare di capire – il centrosinistra tornerà a puntare molto. Funzionerà? Quel che vale su corso Vannucci, non si replica automaticamente nel resto dell’Umbria. Anzi.
Ma una “fase 2” nel centrosinistra appare necessaria, perché il segnale che arriva dai sondaggi – che per carità valgono per quel che valgono – è però un forte campanello d’allarme in questo momento della campagna elettorale, a meno di un mese dal voto.


