TERNI – Dopo il successo della prima edizione di “Viniamo Facenno” , la mostra mercato che unisce vino, tecnologia e amore per la terra, nel rispetto di territori, stagionalità e lavoro, il 17 novembre all’istituto tecnico-tecnologico Allievi Sangallo di Terni ritorna l’iniziativa. Laura Cundari, proprietaria del ristorante Holy Food genuino market e organizzatrice dell’evento, spiega: «Portiamo avanti, con forza e passione, la volontà di contaminare la scuola con le materie prime del nostro territorio, per raccontare quella parte della nostra Regione genuina. Una scelta rispettosa verso ambiente, territorio e stagionalità è quantomai necessaria oggi».
«Abbiamo scelto di replicare la manifestazione – prosegue Laura – perché stato un grandissimo interesse sia da parte della dirigente scolastica dell’Itt per attivare nell’istituto un percorso di sperimentazione dei ragazzi che mettesse a sistema il territorio dal punto di vista agricolo, enogastronomico nella sua parte tecnica, sia da parte delle famiglie, dei ragazzi stessi e di quanti hanno preso parte all’evento lo scorso anno per curiosare e approfondire alcune tematiche. Abbiamo svolto anche due incontri divulgativi sulla cultura d’impresa, all’interno e fuori dalla scuola, perché al termine dell’anno ci sarà un percorso di sperimentazione con l’obiettivo di mettere a sistema cantine e agricoltura per capire i processi da poter snellire nel mondo del lavoro. Per quanto riguarda soprattutto le materie prime, che sono prodotte nel nostro territorio e come poter creare una sistema che possa aiutare i settori alimentari a non buttare le materie prime. Anche a fronte dei forti cambiamenti climatici, per cui ci sono produzione elevate in poche tempo. Ci interessava questo discorso anche nelle scuole».
Acquistando il biglietto per Viniamo Facenno, infatti, si avrà la possibilità non solo di assaggiare, degustare, parlare, conoscere ma anche “fare la spesa” come ad un vero mercato della domenica. Si avrà accesso ad oltre 50 prodotti da tutta l’Umbria e da fuori regione.
L’attività di Viniamo consente alle famiglie e alle persone del settore di avere un contatto diretto con imprese, le aziende agricole, le persone che si occupano di produzione, in una giornata apposita, in una modalità diversa dal solito. Laura continua a spiegare: «Abbiamo cercato un luogo che potesse unire la città e in questo caso la scuola, con 1200 iscritti, l’Itt è una realtà importante per la città ed importante contaminarsi. Terni vive in marginalità rispetto all’altra parte dell’Umbria perchè non ha una vocazione bucolica».
Il ristorante di cibo salutare “Holy Food – Genuino Market” si sposa con questo spirito e con queste prospettive. «Facciamo ristorazione ibrida – spiega la Cundari – è un’attività che lavora giornalmente sulla possibilità di mangiare in loco o di portar via il cibo. Utilizziamo le materie di stagione, provenienti da piccole produzioni e lavoriamo con zone del territorio tipo la Valnerina, nella consapevolezza che le materie prime siano meno contaminate. Abbiamo creato una rete con altre aziende agricole e produttori. Ogni giorno facciamo una proposta diversa, non abbiamo un menù fisso. Sicuramente questo è più faticoso perché ci si deve adattare alla natura, però ci permette di avere un’economia circolare, consente di ridurre gli sprechi. Non buttiamo via niente e possiamo avere sempre un prodotto fresco».
Un’idea simpatica, ironica e moderna di Holy Food sono sicuramente “le frolle che parlano” su cui compaiono scritte divertenti, come un “Stica….” O “Chette lo dico a fa”, con tipici dialetti ternani: «Sono biscotti che facciamo anche su commissione. Si tratta della parte giocosa del cibo che ci consente sia di parlare ai clienti, sia di rendere tutto artistico, estetico e divertente. Ci piace usare il cibo per comunicare qualcosa. Questo ci permette anche in qualche periodo dell’anno di progettare prodotti attuali e moderni e le persone riescano ad unire la scelta di comprare prodotti biologici, genuini, contadini con un approccio attuale. Anche la parte ironica può rompere il ghiaccio su chi ha pregiudizi sul mondo contadino. Il nostro ristorante non è, quindi, un semplice ristorante ma è uno spazio aperto anche a persone che hanno voglia di fare presentazioni di libri, incontri, è uno spazio ibrido».













