Verso le regionali / Determinante il fattore T (Terni) e il voto della gente comune che ha scelto Bucci

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | I conti delle Europee nella città dell’acciaio: si parte dal 51,6%, con Bandecchi che vuol salire mettendo nel mirino l’elettorato Cinque stelle. Con M5s a un passo dallo spaccarsi dentro (contro Grillo) e sul campo largo rispetto al giudizio su Trump (contro il Pd)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Verso le regionali, che vento tira.
1.Il fattore T (Terni), ormai per parere unanime, diventa determinante per il risultato finale. Quel che è la Pennsylvania o il Michigan di solito nelle elezioni americane (non per Trump che ha vinto dappertutto). Per questo ecco la grande attenzione sui risultati di Terni alle ultime elezioni Europee. Il blocco dei partiti che sostengono con simbolo Donatella Tesei ha fatto il 51.6%, ma Bandecchi conta di migliorare il proprio risultato (5.4), prendendo lo 0.7 di Cateno De Luca, e andando a pescare nel campo avverso, nell’elettorato M5s, scosso dal conflitto Conte-Grillo. E si pensa che solo una parte del 5% ottenuto tra Azione e Renzi, finirà a sinistra. Per Proietti il test è decisivo, ma può di fatto puntare solo sugli antichi fasti del Pd nella seconda città dell’Umbria. Il ritorno alla “Casa rossa” – che, comunque sia, è a Perugia – però qui tira poco.

2.Il fattore GC (gente comune) è stato, per parere unanime, determinante in Liguria come negli Usa. Non le star, i maitre a penser, i giornalisti “ti spiego io”, i poteri forti, le elite culturali o del denaro, i media schierati, ma la Gente Comune. La quale in Usa ha bocciato senza appello la cultura woke e la deriva gender. Ma che in Liguria ha deciso l’elezione di Marco Bucci, nonostante le condizioni sfavorevoli, votando per lui in quasi tutti i piccoli comuni della “cordigliera” ligure. Gente Comune contro Élite? Non del tutto. Meglio gente comune con aspettative concrete, stanca delle ideologie interessate.
3.Un ultimo fattore GC, inteso come Grillo-Conte e la loro diffida all’ultimo sangue: dentro a M5s ne resterà solo uno. Il Movimento è adesso sotto pressione, spaccato, con una evidente prevalenza di Conte (l’ennesimo caso politico di “delfino” che fa fuori il padre). Il superamento del divieto al terzo mandato lo aiuta contro Grillo. Ma ora c’è una novità che aiuta Conte anche contro gli alleati del Pd: il trionfo di Trump in Usa, che “Giuseppi” apprezzo’ a suo tempo. Tutti gli osservatori si attendono che Conte si riprenda la sua autonomia rispetto al campo largo, proprio sul giudizio da dare all’en plein di “the Donald”. Con conseguenze che arriveranno anche in Umbria, a elezioni in corso.

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