Esclusiva/ Nuova giunta regionale, blitz e svolta: Proietti gestirà la sanità con Daniela Donetti direttore generale

A ore la proposta verrà fatta alla coalizione (c’è una variante Ottone). Niente ambiente per De Luca e Barcaioli perde su Santi. Con Simona Meloni che attende paziente le sue deleghe. Bori deve scegliere di fronte all'”opzione nucleare” attivata da Proietti (presidente autonoma o autoreferenziale?) | SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI

Ultimissime dalla nuova giunta regionale, il blitz prende forma, la svolta che a questo punto appare come definitiva, si chiama Daniela Donetti, attuale direttore generale dell’Azienda ospedale universitaria Sant’Andrea di Roma convocata (e praticamente già scelta) dalla presidente Stefania Proietti, che tra qualche ora proporrà alla riunione della coalizione di mantenere la delega alla sanità o di seguirla attraverso un assessore della sua lista.

Tommaso Bori, ora a Roma, passa da una Schlein a un Bonaccini a un Conte (per interposta persona) a una Piccolotti, ma la presidente eletta stavolta non molla. Anche se fa arrabbiare tutti i suoi riferimenti nazionali, lei è a un passo dall'”opzione nucleare”.
La posta in gioco è evidentemente così alta che non ci sono alternative.
Donetti è stato un nome detto e ripetuto decine e decine di volte negli anni scorsi: quando si dice che c’è un ritorno al periodo 2015-2018, questo si intende.
Sul gran valore della manager non ci sono discussioni, certezze anche sull’area di riferimento (quella moderata del centrosinistra), quindi segna un successo pieno della seconda anima del centrosinistra.

Saranno quindi – salvo colpi di scena – Proietti e Donetti a gestire la sanità umbra. Il problema è che Donetti, come tutti, non possiede bacchette magiche e si troverà a far fronte ai problemi di sempre, finite le urla e gli strepiti della campagna elettorale.
Ma questo passaggio che Umbria7 può riferire, come praticamente fatto, in esclusiva è di quelli dai quali non si torna indietro.
I leader nazionali non sono stati presi in considerazione da Proietti.
Neanche le segreterie regionali. Un promettente avvio che dimostra autonomia di giudizio della presidente? O una falsa partenza che dice quanto lei sia autoreferenziale, con tutti i rischi del caso? Si vedrà col tempo.
È sicuro che lo schema con Donetti può saltare solo dopo insurrezione armata contro Proietti, la quale intende tenere le deleghe sanitarie o al massimo farsi aiutare da un Ottone (ternano di lungo corso della sua lista) qualunque o dal ginecologo di Pantalla che si è presentato sotto le sue insegne, anche se non con un gran risultato personale.

A proposito: non è sfuggito a Roma che Proietti non farà gruppo autonomo in Assemblea legislativa come invece le due ultime presidenti, Marini e Tesei. Si iscrive invece al gruppo della sua lista, Umbria futura, tanto potente da avere presidente e delega alla sanità.
A questo punto per Tommaso Bori il passo di lato potrebbe essere suggerito anche dallo stesso livello nazionale del suo partito, per evitare un velenoso scontro al “pronti, via” della Regione. Quindi si tratta di ottenere una vicepresidenza con deleghe di peso: magari quelle di Paola Agabiti Urbani nell’ultima giunta (dal bilancio al personale all’Europa).

In conclusione: per De Luca niente ambiente e probabilmente tocca a Santi al posto di Barcaioli. Simona Meloni attende di conoscere il suo destino tra agricoltura e ambiente. Ma il nodo è la sanità, tutto il resto fa contorno.

La foto di Daniela Donetti è del Forum Pa

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