REDAZIONE TERNI
TERNI – Stefano Bandecchi indossa le vesti di segretario nazionale di Alternativa popolare per sparare parole di fuoco contro i magistrati. Talmente di fuoco che li vorrebbe addirittura «bruciare direttamente con le toghe».
Ma l’incendio non finisce qui, Bandecchi contro i magistrati è inconteniibile: «Eversivi e terroristi». Il numero uno di Ap dice senza mezzi termini che non vorrebbe farsi giudicare «da queste toghe». Una sparata che arriva via social e che scuote ancora di più il dibattitto sulla separazione delle carriere e sulla indipendenza della magistratura. Bandecchi da tempo ha il dente avvelenato contro le procure e la Guardia di finanza. La guerra è iniziata quando la procura di Roma è andata a mettere il naso nei conti di Unicusano, contestando a Bandecchi di utilizzare la pressione fiscale agevolata di cui godono le università per finanziare tutta una serie di attività che, secondo l’accusa, poco hanno a che vedere con la formazione. I magistrati hanno contestato i soldi spessi per la Ternana, per i viaggi, per le auto di lusso e per altre attività legate all’università telematica.
Un’accusa che ha portato al sequestro di svariati di milioni di euro e la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Stefano Bandecchi per frode fiscale. Il patron di Unicusano ha reagito con una veemenza verbale andata in crescendo. Prima ha preso di petto la Guardia di finanza – a suo dire incapace di condurre le indagini – e poi ha puntato il dito direttamente contro i magistrati. Ora parole letteralmente brucianti che non passeranno inosservate all’associazione nazionale dei magistrati



