«Caro Franco, sei stato vera classe dirigente di questa comunità»

La sala consiliare di Palazzo Spada piena per l’ultimo abbraccio al senatore Franco Giustinelli. LE FOTO

Aurora Provantini

TERNI – La rispettabilità, la gentilezza, la straordinaria intelligenza, l’impegno a costruire le più ricche relazioni, la rettitudine. Le qualità di Franco Giustinelli  erano talmente tante che non è stato semplice ricordarle tutte.

Ma le parole degli amici, dei compagni, dei “figli” di quella bella politica della quale è stato protagonista,  degli amministratori che  insieme a lui hanno avviato l’esperienza del regionalismo umbro, hanno reso bene il senso dell’uomo che era.

Un uomo delle istituzioni, un fine intellettuale, una persona perbene,  un simbolo dei valori della Costituzione. Ma anche un  «Uomo di popolo» – come ha sottolineato Giacomo Porrazzini. «Ricordavi  spesso – Porrazzini si rivolge all’amico, durante la cerimonia di addio a Palazzo Spada –  di essere nato e cresciuto , fanciullo e giovane uomo, in una delle zone periferiche più marginali della città, quando ci si distingueva per abitare dentro o fuori la forma, il confine “sociale” del Nera. Con lo studio e la passione politica, fusi insieme, hai fatto salire in alto il tuo ascensore sociale, diventando una delle personalità più riconosciute ed autorevoli della classe dirigente ternana e poi Umbra e nazionale». «Sentiamo che davanti a noi si apre un vuoto – si commuove Porrazzini – si materializza una mancanza:  quella di un dialogo, ancora, con te, fruendo del tuo sapere, della tua visione sulle cose della città e del mondo, accolti dalla tua naturale gentilezza, della luce della tua intelligenza, soffusa d’empatia.  Ci mancherà  la tua capacità, rara, di offrire una prospettiva di soluzione ai problemi, l’indicazione di un percorso»

Ecco. Franco Giustinelli era un uomo colto. Lo sa bene Walter Veltroni: «Franco Giustinelli aveva una passione politica sorretta da una solida cultura, da un rigore esemplare, da una visione di una sinistra con radici forti e quindi animata dalla voglia di futuro, di cambiamento riformista».  Un uomo colto che ha messo a disposizione della politica la sua cultura e la sua infaticabile passione. Uno dei padri della Terni del Novecento che ha voluto raccontare in ottocento pagine –  “Il Novecento a Terni, un secolo di passioni”. «Un racconto appassionato delle vicende che hanno attraversato il secolo breve di cui torneremo a parlare molto presto» – hanno promesso gli amici salutandolo dentro e fuori la sala consigliare di palazzo Spada.

«Ecco perchè Fratelli d’Italia non si strappa i capelli»

Palazzo Donini, sede della giunta regionale

Giubileo e centenario francescano: la Regione istituisce la cabina di regia per l’accoglienza