Da Perugia a Città di Castello per un’eco. Da Castiglione a Orvieto per un prelievo: ecco servita la Sanità in Umbria

Perugia, voce agli abitanti: «Con il cuore in mano mi auguro che si arrivi a trovare presto una soluzione che vada incontro al cittadino invece di metterlo solo in grande disagio»

Redazione Perugia

PERUGIA – «È un periodo complicato. Di quelli che capitano a tutti nella vita ma, ogni tanto, soprattutto alla lunga, arriva la stanchezza e tutto sembra più duro di quello che, forse, è. Fatto sta che in questo nostro piccolo calvario siamo soli e, pensando alle tasse che paghiamo, sempre più care di anno in anno, viene da domandarsi cosa ci sia di sbagliato nel sistema. Quale sia quel meccanismo che blocca tutta la catena di montaggio».

A parlare è la signora Carla (nome con la quale la chiameremo per rispettarne la privacy), di Perugia, che in questi ultimi mesi si è trovata davanti a una situazione spiacevole. Il figlio 19enne ha avuto un piccolo problema di salute e gli sono state prescritte delle analisi dalle quali è emerso un valore troppo alto che indica una minore funzionalità di un organo.

«Le prime analisi le abbiamo prenotate alla Usl. Abbiamo dovuto attendere qualche giorno e il primo posto libero – per fortuna solo a una mezz’ora da Perugia e non più – era a Magione. E qui scelgo di sorvolare sull’atteggiamento di una delle persone preposte che sembra banale ma vi assicuro che non lo è in certe situazioni. Dal referto è emerso questo valore un po’ più alto del dovuto, ragion per cui ci il nostro medico di base ci ha chiesto di rifarle velocemente, sperando in un errore. Nessun posto libero per questa richiesta urgente – sicuramente non nel capoluogo umbro – e, sempre muniti di richiesta medica, siamo andati in un laboratorio privato, convenzionato con la Usl. Abbiamo pagato un po’ più rispetto al pubblico ma la velocità era importante per noi».

«Valore confermato e, per questo – prosegue la signora Carla – ci viene richiesto di ripetere ancora le analisi ma con alcune aggiunte e in modo urgente (se non urgentissimo). Da qui è iniziato il giro vorticoso. Posti disponibili a Perugia inesistenti se non dopo diversi giorni, chilometri e chilometri da fare. Minimo saremmo dovuti arrivare a Orvieto. Non proprio comodo».

Sorride la signora Carla a citare la città di Orvieto: «Quando ho letto Orvieto ho inarcato il sopracciglio. Un paio di mesi prima avevo dovuto fare una lastra alla mandibola e anche per questa ho dovuto percorrere 45 minuti di viaggio di andata e, ovviamente, altrettanti di ritorno, fino a Castiglione del Lago. Lì, in fila vicino a me, c’era una donna che mi ha raccontato che poco la stupiva il fatto. Suo padre, un ottantenne, per fare delle anali del sangue urgenti da Castiglione era dovuto andare fino a Orvieto proprio quella mattina. Mi sembra tutto così assurdo. Lui da Castiglione a Orvieto, io da Perugia a Castiglione… possibile che non ci sia priorità per i residenti? Possibile che ogni volta occorra fare chilometri pur avendo un ospedale attrezzatissimo a dieci minuti da casa? Non me ne capacito».

Tornando alle (dis)avventure del figlio, alla fine le analisi sono state effettuate di nuovo in clinica privata: «Non navigo nell’oro ma la salute è importante e quando mi viene detto “urgente” lo prendo alla lettera. Nel mentre un’operatrice della Usl ha chiamato mio figlio asserendo che loro non prenotavano analisi urgenti come scritto dal mio medico nella richiesta – quindi, il mio medico, secondo questa signora, forse, non sa fare il suo lavoro – e gli ha poi chiesto in tono brusco quanto grave fosse alla fine la sua salute. Ora, senza offesa, ma l’operatrice come si permette di fare certe telefonate? Dove è la privacy? Dove vogliamo arrivare? Cosa si deve fare per esercitare il proprio diritto? Ma, soprattutto, dove è la sensibilità che chi lavora in questo campo dovrebbe avere?».

Dopo le analisi ancora accertamenti. Vengono chieste un’ecografia e una visita specialistica: «Torniamo a riaprire il portale della Usl e non c’era alcun appuntamento né per l’una né per l’altra. Ho provato e riprovato con caparbietà ad aprire, chiudere, aggiornare il sito delle prenotazioni fino a quando la fortuna ha voluto che – probabilmente per qualche disdetta improvvisa – io trovassi appuntamento sia per la visita che per l’eco. Entrambi però a Città di Castello. Da Perugia a Città di Castello due volte nel giro di quattro giorni. Tra ticket, benzina e ore di lavoro perse mi chiedo se ho fatto bene a perseverare nella ricerca invece che rivolgermi al settore privato. Il problema, mio come quello di moltissimi cittadini, credo sia credere nella Sanità pubblica ma, evidentemente, c’è qualcosa che non va».

Magione, Castiglione del Lago, Città di Castello a più mandate: «Senza nulla togliere ai medici che abbiamo incontrato durante questo nostro tour, molto scrupolosi senza dubbio, perché un cittadino è costretto a girare tutta l’Umbria? Perché se ho residenza nel capoluogo umbro non posso fare una visita medica a Perugia? Ho altri due figli, minorenni, e per incastrare tutto ho trovato grande difficoltà. Magari parlo per ignoranza in materia ma non trovo sensato tutto ciò. E altra cosa, perché non ci sono posti disponibili e, sempre più spesso, siamo costretti a rivolgerci al privato? Non tutti e non sempre possiamo permetterci di farlo. Trovo questa esperienza, non la prima e sicuramente non l’ultima, molto negativa. E con il cuore in mano mi auguro che si arrivi a trovare presto una soluzione che venga incontro al cittadino invece di metterlo solo in grande disagio».

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