PERUGIA – «Il primo femminicidio del 2025 ha insanguinato la nostra regione in una giornata di festa che, invece di essere felice per tutti, ha riservato la tragedia per Eliza e Daniele»: lo sottolinea l’assessore regionale alle Politiche di parità di genere e antidiscriminazione, Simona Meloni, dopo la tragedia di Gaifana, in cui il marito ha ucciso la moglie – sposata solo 8 mesi fa – per poi togliersi la vita.
«Una situazione familiare come tante, che nascondeva invece una tragedia che è esplosa con i due corpi trovati dalla mamma di lui. Un fatto terribile – afferma l’assessore in una nota della Regione -, un drammatico epilogo per una vicenda che deve interrogarci, come persone e come Istituzioni, a rafforzare tutte le reti di supporto contro la violenza sulle donne e tutte le opportunità di aiuto contro il disagio e le difficoltà mentali. La morte di Eliza e Daniele non è solo la morte di due persone, ma distrugge due famiglie e squarcia il velo su tante situazioni di apparente normalità, che invece nascondono il buio. Un tema che tocca chiunque e che ho sempre affrontato nel mio impegno istituzionale e politico e che porterò avanti con la delega alle Pari opportunità. Per questo, nostro compito, sarà continuare a rafforzare i Centri antiviolenza, le Case rifugio e i punti di ascolto, permettendo di poter confidare anche i piccoli segnali che si colgono. Fondamentale sarà puntare lo sguardo sugli uomini e rafforzare la rete educativa nelle famiglie, nelle associazioni, a scuola e nelle Istituzioni, affinché nessuno possa dire che non sapeva e possa mettere la testa sotto la sabbia. Serve lavorare poi a tutte le iniziative capaci di intercettare il disagio, nella necessaria diffusione della consapevolezza che il disagio non è una colpa e va affrontato».
Sul femminicidio-suicidio era intervenuta anche la presidente della Regione Stefania Proietti: «Difficile trovare le giuste parole di fronte a un evento così tragico che ha scosso la nostra comunità». «La violenza di genere e in famiglia – afferma Proietti – è uno dei più grandi problemi sociali attuali, che ci interroga tutti sulle cause – e obbliga ognuno, a partire dalle istituzioni – a fare la propria parte». «Non c’è più tempo da perdere ed è sempre più urgente intensificare i momenti di riflessione e confronto sul tema della prevenzione in primis, per arginare un fenomeno doloroso e complesso che tocca in maniera trasversale tutte le fasce sociali e che, sempre più spesso, viene riconosciuto troppo tardi». «Sicuramente – sottolinea la presidente – la mia azione di governo sarà’ volta a sostenere la rete di protezione delle donne per consentire un intervento tempestivo alle prime avvisaglie di violenza nell’ambito delle relazioni che vivono momenti di crisi. Ma dovrà essere anche volta ad implementare l’azione dei centri per la fuoriuscita degli uomini dalla violenza perché è necessario pensare percorsi ad hoc per chi agisce in modo violento».


