Il Ministero certifica che l’Umbria è tra le Regioni migliori in quanto a gestione economica della sanità. L’«apocalisse sanitaria» non era vera

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Non solo numeri sull’avanzo (con la guida Tesei seconda Regione in Italia, se si calcola rispetto alla popolazione), ma anche riflessi positivi sui servizi. E soprattutto nessun rischio di piani di rientro a spese dei cittadini (come invece in 7 Regioni). Ora tocca a Proietti fare meglio

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il Ministero ha dato ufficialmente le pagelle sulla gestione economica della sanità. Finito il can can della propaganda elettorale, risulta che l’Umbria è tra le migliori regioni italiane. Tra le 9 che
risultano in avanzo, tra le 5 (insieme a Lombardia, Veneto, Emilia Romagna, Marche) che non hanno avuto alcun appunto dal Ministero o richiesta di chiarimenti. Ma soprattutto non tra le 7 che devono
attuare piani di rientro.

Si può obiettare: l’equilibrio economico non significa qualità delle prestazioni sanitarie e quindi soddisfazione dei cittadini.
Ma il Ministero garantisce, avendo test anche sui servizi, che «nella pratica, i risultati positivi si traducono in Regioni con una sanità funzionante» mentre nelle altre Regioni «i problemi economici si
riflettono spesso anche sulla operatività delle strutture».
Il risultato dell’Umbria è sorprendente perché, senza ricorrere all’escamotage usato in precedenza dall’ultima giunta di centrosinistra (bilancio in disavanzo colmato da risorse dirottate da capitoli di spesa diversi da quello sanitario), la Regione Umbria – nella versione Donatella Tesei presidente – ha un risultato che è il secondo in Italia dietro al Piemonte per avanzo economico rispetto alla Popolazione: quello umbro è di 1,126 milioni di euro su poco più di 800mila abitanti, mentre, per dare un riferimento, la Lombardia ha un avanzo di 9,427 milioni rispetto una popolazione di oltre 10 milioni di abitanti.
A questo punto però servono a poco le recriminazioni della precedente presidente e relativa giunta di centrodestra. Gli elettori si sono espressi.
Come si vede buona parte della narrazione dell’opposizione sulla salute della sanità umbra va considerata come una delle “sante bugie” che servono per vincere le campagne elettorali.
Ora però che la campagna è vinta, ci si augura che una sanità, la quale, secondo i numeri, è più che discreta in relazione alle altre regioni italiane, migliori ancora. Con Daniela Donetti direttore
generale – come dicono, aggiungendo che potrebbe essere già in pista da mercoledì prossimo – e la presidente Proietti in persona che sovrintende al delicato ramo.
Con un utile monito conclusivo. Va ascoltato un politico un po’ cinico, ma di raffinata intelligenza che ammoniva i suoi colleghi: «Le bugie si possono dire, ma non bisogna crederci».

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