TERNI – L’addio di Bandecchi non commuove il centrodestra. Soprattutto a livello nazionale. L’ennesima partenza per nuovi lidi del sindaco di Terni è stata accolta con il gelo. Nessun commento da parte di Giorgia Meloni, che certo non ha interrotto il viaggio negli Stati Uniti per stare appresso alle capriole dell’ex alleato. Indifferenti tutti i leader del centrodestra, con le fotografie di Salvini, Meloni, Tajani e Bandecchi in maniche di camicia, che sembrano ormai lontanissime.
Il sindaco del fare ha portato al centrodestra una manciata di voti, che sono risultati ininfluenti sia in Liguria dove il centrodestra ha vinto, sia in Umbria e in Emilia Romagna dove è stato sconfitto.
Bandecchi alle urne ha dimostrato di non essere la quarta gamba del centrodestra. Ha fatto testimonianza alla pari di tanti partitini che in questi anni hanno provato ad inserirsi nelle dinamiche vincenti del centrodestra nazionale. Gelo anche a livello locale.
Anzi. A Terni si è percepito un sussulto di gioia tra i consiglieri di Fratelli d’Italia che non hanno mai digerito l’alleanza con Bandecchi, al punto tale da spaccarsi. La capogruppo Elena Proietti Trotti sottolinea che «Bandecchi ha fatto tutto da solo». Nel senso che è entrato e uscito senza colpo ferire. La Proietti piuttosto pone l’accento su un ulteriore aspetto polemico: il ritorno alla scurrilità e alle battute grevi del sindaco – come quelle rivolte proprio ai consiglieri di Fratelli d’Italia nell’ultima seduta del consiglio.
Silenzio da parte del forzista Francesco Maria Ferranti, che pure in questi mesi ha mostrato di avere un certo feeling con il sindaco Bandecchi, e di Valdimiro Orsini che in più occasioni aveva votato in aula insieme ad Alternativa popolare. Le uniche parole, peraltro molto contenute, arrivano dall’onorevole Raffaele Nevi, che parla di centrodestra indebolito. L’ultima parola, comunque, spetta ai prossimi appuntamenti elettorali.


