TERNI – «Un consigliere delegato non può avere un ufficio all’interno del Comando di polizia locale». La notizia di Umbria7 – la disposizione del direttore generale di individuare un ufficio e uno staff di segreteria per Raffaelle Fegerighi al primo piano del Pentagono – provoca la reazione dell’Osservatorio regionale di polizia locale: «Esprimiamo il nostro profondo disappunto in relazione alla determinazione di allestire un ufficio all’interno del Comando di Terni per il Consigliere Comunale, delegato alla sicurezza, Raffaello Federighi, segno tangibile di una vera e propria ingerenza politica nelle decisioni operative e organizzative della Polizia Locale». Durissima la nota dell’Ossrvatorio di polizia locale: «La sicurezza pubblica e il funzionamento delle forze dell’ordine devono essere gestiti con piena autonomia e indipendenza, senza influenze esterne che possano compromettere l’efficacia e la professionalità del servizio».
«E’ fondamentale che ogni intervento e decisione relativi alla gestione della struttura e delle risorse interne nonché alla organizzazione operativa della Polizia Locale debbano seguire le linee guida dei propri dirigenti tenendo conto delle esigenze specifiche degli agenti. L’indipendenza e l’autonomia delle forze dell’ordine devono essere rispettate per garantire un’efficace ed imparziale gestione della sicurezza. È irrinunciabile che la Polizia Locale, come tutte le forze di sicurezza, possa operare senza pressioni politiche, seguendo esclusivamente criteri di efficienza, competenza e imparzialità. Le ingerenze politiche in questo ambito rischiano di minare la fiducia della cittadinanza nei confronti delle istituzioni e compromettere il buon funzionamento dei servizi di sicurezza. Questa decisione non solo dimostra una grave mancanza di rispetto per le reali necessità della Polizia Locale – di tipo logistico, vista la carenza di una sede o caserma indipendente, di altro tipo viste le dotazioni di vestiario, di armamento e di strumenti di autotutela non ancora adeguati al contesto operativo – ma rappresenta innanzitutto uno spreco inaccettabile di risorse pubbliche, che dovrebbero essere utilizzate per migliorare la sicurezza e l’efficienza operativa del Corpo a beneficio di tutta la cittadinanza, e non per soddisfare esigenze politiche».
«Chiediamo una puntuale revisione del provvedimento nel pieno rispetto del principio di separazione tra la politica e la gestione delle forze di polizia, garantendo così l’indipendenza e l’efficacia della Polizia Locale nel tutelare la sicurezza dei cittadini».


