Dalle mostre diffuse nei locali alle “Cartoline da Terni”: il Cantiere di Arti Urbane porta la cultura al centro

Franco Profili, organizzatore del festival, racconta i vari progetti e le iniziative. LA VIDEO INTERVISTA

TERNI – Il centro cittadino è diventato un laboratorio a cielo aperto. E così sarà per tutto il 2025. Grazie all’iniziativa denominata “Il Cantiere di Arti Urbane”, festival diffuso che celebra l’arte, la cultura e il dialogo urbano, giunto alla sua seconda edizione. Replicato anche per il 2025, dopo il successo e l’entusiasmo riscontrato tra i cittadini ternani ma anche tanti turisti e curato da Franco Profili e Francesco Santaniello. Si tratta di mostre, installazioni ed eventi che coinvolgeranno diverse location. «Si spazia dalla mostra diffusa “Dei e funzioni d’onda” dello scultore Akelo tra Palazzo Carrara e alcuni locali del centro cittadino al progetto “Branco Ottico” con il gruppo di fotografia sperimentale con cui abbiamo in corso l’iniziativa denominata “Operazione San Valentino – Cartoline da Terni”» spiega Profili. 

«Con “Operazione San Valentino ricostruiamo alcuni passaggi fondamentali della città – prosegue Franco Profili – dall’800 fino ai tempi moderni attraverso le immagini, con le fotografie scattate con la macchina di cui dispongono il Branco Ottico, uno dei banchi ottici più grandi al mondo. Raccogliamo materiali d’archivio dei tanti fotografi che vivono nel nostro territorio. Prevediamo di terminare questo progetto nel 2026, con la pubblicazione di un grande catalogo. Andrà in porto se riusciamo a raccogliere il consenso e le economie dell’intera città e le associazioni».
Il Cantiere di Arti Urbane sta riscontrando molto interesse e entusiasmo tra i cittadini, anche tra i giovani. «Abbiamo puntato con il Branco Ottico anche al coinvolgimento delle scuole, portando le fotografie analogiche dentro gli istituti – afferma Profili – Abbiamo fatto tre presentazioni del progetto “Operazione San Valentino”. Ad esempio al liceo artistico Orneore Metelli abbiamo avuto un grande riscontro. I ragazzi per la prima volta hanno visto come si faceva la fotografia un tempo ed è stato molto emozionante. Hanno scelto loro le inquadrature, hanno avuto l’opportunità di stampare le foto. Così abbiamo raggiunto il primo obiettivo di seminare anche tra i giovani un modo diverso di vivere la fotografia. Al di là dell’uso classico delle foto fatte con lo smartphone».

Per la Ternana shock ora la prova del campo

Tavernelle, fanno esplodere un petardo e scatta l’incendio