Palazzo Donini, sede della giunta regionale
Palazzo Donini, sede della giunta regionale

Partenza lenta in Regione / Pronta la richiesta di una commissione d’inchiesta sui ritardi del Pnrr sanità (ma avranno sentito Federici?). È derby su Michelini

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Block notes sugli ultimi movimenti della nuova Giunta che deve trovare la via per iniziare a lavorare sui tanti dossier da affrontare nei prossimi 5 anni di governo, a partire dalle liste d’attesa. Gli attriti  tra le due “anime” sui direttori

di Marco Brunacci

PERUGIA – Block notes dedicato alla partenza lenta della legislatura della Regione a guida Proietti.
1.La questione sanità è centrale. Si sa che è stata determinante per il successo del centrosinistra che però adesso deve trovare soluzioni a problemi. E al “pronti-via”, con due mesi senza interventi, le liste d’attesa si sono moltiplicate (da 42-44mila a 80-84mila, a secondo delle fonti di informazione che vengono utilizzate). La mancanza di interventi sarebbe giustificata dall’arrivo solo a metà gennaio del nuovo direttore della sanità (Donetti) e dalla necessità di fare una “due diligence” sui conti.

Ma si poteva intervenire anche prima della Donetti mentre è certo che l’annunciato “derby dei ragionieri” – già anticipato da Umbria7 – sarà solo una ulteriore perdita di tempo. I conti dell’Umbria sono sostenibili. Il sostanziale pareggio del 2024 è garantito dai 50 milioni del Governo nazionale dichiarati dalla presidente Tesei nell’ultima riunione di Giunta della sua legislatura. Sui conti della sanità, difficili da gestire e di fatto impossibili da chiudere per tutti in pareggio ragionieristico, è utile aiutarsi con gli esempi delle altre Regioni: il Piemonte, l’unica Regione italiana ad aver fatto meglio dell’Umbria nel 2023 – come certificato dal Mef – sta viaggiando al momento su uno sbilancio di 400 milioni, soldi che andranno trovati dall’amministrazione che sovrintende i conti del 2025 e che in Piemonte è la stessa dei conti del 2024.
Governare la sanità è un problema, ma ai bisogni dei cittadini si deve andare comunque e sempre incontro, iniziando dall’abbattimento delle liste d’attesa. Che invece, al momento, non danno segni tangibili di miglioramento. Anzi.
2.Tentando ancora uno “Scusate l’anticipo”, siamo portati a ipotizzare che l’unica possibilità di utilizzare la “due diligence” sui conti sanitari da parte della nuova Giunta riguardi l’attuazione del piano sul Pnrr sanitario e la realizzazione delle Case della salute. Da quel che si capisce il centrosinistra intende chiedere una Commissione d’inchiesta.
Ma avranno prima ascoltato il direttore regionale al ramo, Federici, per altro pronto per essere confermato? Nella sua relazione, vecchia solo di qualche settimana, c’erano segnalazioni di ritardi? Oppure si marciava secondo i programmi verso fine 2026, come da impegni presi per il Pnrr? Se fosse vera quest’ultima ipotesi la Commissione d’inchiesta sarebbe una perdita di tempo ulteriore rispetto alla necessità di venire incontro ai bisogni sanitari dei cittadini. Per altro la nuova amministrazione ha 5 anni per governare, se si decide a partire può fare anche ottime cose. Non sembra sufficiente il tempo già perso?
3.A proposito di direttori della Regione. Nel derby in corso nelle amministrazioni di centrosinistra, in Regione in particolare, tra l’ala centrista e l’ala più radicata a sinistra è finito in mezzo il direttore Michelini. I giovani segretari dei partiti più a sinistra non sono convinti che la scelta di confermare oltre a Rossetti e Federici anche Michelini (sarebbero 3 su 5 dei direttori della Tesei) sia una buona scelta.
A quel che si capisce è invece la presidente Proietti a difendere Michelini. Dato che è Proietti ad avere l’ultima parola – e su questo non ci sono dubbi regolamentari – la partita al momento è in assoluto equilibrio.
Ps. Ad ogni buon conto, nel frattempo si scaldano a bordo campo un paio di direttori alternativi a Michelini, uno in particolare molto accreditato.

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