«E noi paghiamo» la bocciatura della Francescangeli al Tar

Alla fine il braccio di ferro con Primieri finito male è costato ai ternani 2.600 euro. I VIDEO

TERNI – La brutta storia del consigliere escluso dalle commissioni per «essere andato a vivere da solo», sembrava conclusa lo scorso ottobre, con la sentenza del Tar.  Otto mesi di “penalità” per Danilo Primieri, reo, secondo la  presidente Francescangeli,  di aver costituito un gruppo Misto in solitaria, conclusi con la scoperta che invece Primieri poteva farlo. Parola di Tar. Che mette nero su bianco tutto quello che i consiglieri di opposizione Cecconi (FdI) e Filipponi (Pd)  avevano cercato di far capire alla Francescangeli anche con l’aiuto dell’allora prefetto Giovanni Bruno.

In pratica il 4 aprile il prefetto Bruno sottoscrive il parere favorevole all’appartenenza di Primieri, dimessosi una settimana prima da Ap, al gruppo Misto. Ma la presidente Francescangeli non molla. La presidente non solo non prende bene l’intervento del prefetto, ma lo interpreta a modo suo: «La nota della Prefettura, che ringrazio per la rapidità con cui ha provveduto,  non è di alcun conforto alla tesi sostenuta dal consigliere Primieri e dalla minoranza».

E quella è la goccia che fa traboccare il vaso. Cecconi, con una lunga esperienza alle spalle, spinge Primieri a ricorrere al Tar. Primieri segue il consiglio di Cecconi e vince. Il Tar da ragione a Primieri e condanna la Francescangeli, pardon il Comune, alle spese legali. Il caso Primieri – Francescangeli torna in consiglio un anno dopo, il 24 marzo 2025 per quel “debito fuori bilancio” da approvare: 2.599 euro di spese legali che “tornano al pettine”. Cioè, la Francescangeli sbaglia, i ternani pagano.

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