«Ignorata la petizione per la salvaguardia del Palazzo Comunale di Collescipoli»

 La nota del dell’Associazione Culturale l’Astrolabio di Collescipoli

TERNI – 316 firmatari per la petizione che chiedeva al Comune di Terni di salvaguardare il Palazzo Comunale di Collescipoli. Opponendosi alla deliberazione riguardante la concessione di valorizzazione della struttura. A firmare la nota è l’associazione culturale l’Astrolabio, di cui è presidente Giuseppe Rogari il quale spiega come la petizione sia stata «non considerata».

La nota: «Abbiamo inoltrato in data 29.4.2025 una petizione (che alleghiamo in copia) con la quale 316 firmatari si oppongono alla deliberazione del Comune di Terni in merito alla “Concessione di valorizzazione ex articolo 3 bis d.l. n 351/2001 , convertito, con modificazioni , in l. n 410/2001 di immobili comunali siti nei borghi del Comune di Terni a fini turistici, alberghieri, culturali e sociali”, da cui si evince che il Comune intende cedere in concessione fino ad un massimo di 50 anni i beni in elenco, fra cui il nostro Palazzo Comunale. Con la nostra petizione chiedevamo al Comune di Terni di recedere da questo intento per questi motivi: La trasformazione in usi ricettivi comporterebbe lo snaturamento dell’edificio storico simbolo dell’antica municipalità di Collescipoli; Con la concessione a privati del bene, sarebbe chiusa la sede distaccata dei vigili urbani con una conseguente perdita di sicurezza, nel palazzo, nel borgo e nel territorio, in un momento in cui atti vandalici e furti si susseguono a ritmo crescente.. Con la trasformazione in struttura ricettiva del palazzo Comunale sarebbe a rischio la conservazione dell’impianto storico, la sicurezza dell’archivio e dei beni mobili antichi presenti nel palazzo; La cessione in concessione priverebbe il paese di due luoghi importanti: la sala consigliare per le riunioni e la stanza della salara, unico spazio espositivo; Questa decisione è stata presa su un bene che si trova in ottime condizioni, visto che erano stati spesi 900 mila euro nel 2005, quindi chi prenderà il bene in concessione lo avrà quasi gratis, anche considerando che i lavori per l’adattamento a struttura ricettiva essere co-finanziati con soldi pubblici (bandi regionali Sviluppumbria/Gepafin). Ricordiamo che Collescipoli non ha alcuna necessità di ulteriori spazi ricettivi, avendo un ostello, un residence, diversi agriturismi ed una country house (ex Conventino) restaurata e vuota ed in vendita da anni.; La decisione di cessione in concessione del Palazzo simbolo della nostra collettività è stata presa senza alcuna partecipazione della popolazione, sebbene lo Statuto del Comune di Terni prevedeva per decisioni importanti il coinvolgimento delle popolazioni, al tempo attraverso le Circoscrizioni.

In questi giorni, abbiamo ricevuto una risposta da parte del Comune di Terni, firmata non da un rappresentante politico, ma da un dirigente, da cui si consegue il sospetto che l’Amministrazione Comunale non abbia alcun riguardo della volontà dei cittadini, calando le proprie decisioni da punti di vista che non rispecchiano le esigenze della popolazione. La risposta fornita dal dirigente, peraltro, non appare corretta, visto che asserisce: quanto affermato nella petizione non trova fondamento né nei fatti né sul piano giuridico. L’ Amministrazione Comunale, nell’ambito del più ampio processo di valorizzazione dei borghi e del proprio patrimonio immobiliare, non ha previsto alcuna forma di alienazione degli immobili pubblici siti nel centro storico di Collescipoli.
Di fronte a questa affermazione invitiamo l’Amministrazione a rileggere la nostra petizione, dove mai abbiamo parlato di alienazioni, ma abbiamo bensì scritto “si vorrebbe cedere l’immobile in concessione Riteniamo che non prendere in considerazione una petizione di 316 firmatari e precludere l’audizione in commissione di un nostro rappresentante, è un atto antidemocratico.I n questa battaglia di civiltà, ringraziamo l’associazione Italia Nostra dell’Umbria, che ha condiviso l’importanza per la nostra regione della salvaguardia di un palazzo simbolo della storia di un territorio.

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Yadhira Anchante Peña

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