Non solo il Pronto soccorso, ma il nuovo ospedale di Terni è emergenza per la sanità regionale

Una nota congiunta Bandecchi-Ferranti e la necessità di un Piano per soluzioni non rinviabili per l’Umbria sud

M.BRUN.

TERNI – Quel che serve non è dire bene o male di un reparto o di un ospedale. Quel che serve è dare urgenti risposte a domande di sanità e di salute dei cittadini che non possono essere più disattese.

Quando Umbria7 insiste che la sanità sta per presentare un conto salatissime alla nuova Giunta regionale, che ha sparato una manovra tutte tasse per il ceto medio per spenderlo in piccolo consenso, pensa prima di tutto all’ospedale di Terni.
È interessante e puntuale, in questo contesto, la nota congiunta di presidente e vicepresidente della Provincia di Terni, Bandecchi e Ferranti, in particolare laddove chiudono il loro ragionamento con quello che deve essere un ultimatum: la Regione deve affrontare la questione della sanità nel sud dell’Umbria.
Non è ammissibile che il nuovo ospedale fosse diventata richiesta – giustamente- ossessiva per la passata giunta regionale adesso sia diventata una piccola preoccupazione di un’area periferica.
La quesione del Pronto soccorso ternano è drammatica. I soldi li ha trovata la vecchia Giunta regionale, quella nuova a forza di pressioni fatte in tutti modi sta trovando il modo di metterci una pezza.
I responsabili del Pronto Soccorso risultano essere eccellenti professionisti.
Altri reparti a Terni funzionano a meraviglia.
Ma non è questo il punto.
E’ che l’ospedale di Terni deve diventare un posto degno di una sanità dignitosa.
Non solo: una nuova struttura è necessaria per farlo tornare un presidio di frontiera, capace di aiutare nella battaglia contro la mobilità passiva.

Per ora Terni mette in mora la Regione con questa nota congiunta. Umbria7 sarà attenta a seguire tutti gli sviluppi.

Il presidente Stefano Bandecchi e il vice presidente Francesco Maria Ferranti si congratulano per i risultati raggiunti dal reparto di Urologia dell’Azienda Santa Maria di Terni, esprimendo «soddisfazione e compiacimento sia in termini di qualità che di mobilità attiva». I dati regionali relativi agli anni 2023-2024 sull’attività chirurgica oncologica in Umbria dicono che l’Urologia dell’Azienda ospedaliera ternana rappresenta il reparto con la più alta percentuale di mobilità attiva per interventi tumorali di tutto il Santa Maria e la prima in Umbria sempre per mobilità attiva per patologie neoplastiche urologiche della prostata, del rene e della vescica. «Nonostante le condizioni strutturali vetuste – dicono il Presidente Bandecchi e il vice Ferranti – il Santa Maria dimostra di avere eccellenze mediche e infermieristiche che garantiscono grande qualità, abbattimento delle liste d’attesa e alti livelli di mobilità attiva da fuori provincia e fuori regione. A questi dati – aggiungono – fanno da contraltare le gravi mancanze della Regione che non ha ancora un progetto per un nuovo ospedale che possa servire come riferimento per l’Umbria Sud». Bandecchi e Ferranti sottolineano poi, a fronte dell’eccellenza dell’Urologia e di altri reparti, come ad esempio l’Otorinolaringoiatra, la situazione del pronto soccorso del Santa Maria «gravato – dicono – da evidenti criticità, con 150 ingressi al giorno di media e con personale e strutture insufficienti. Gli interventi avviati dalla Regione solo in questi giorni – sottolineano – sono frutto delle sollecitazioni, anche in termini di sicurezza, arrivate nel corso dell’ultimo Comitato pubblico per l’ordine e la sicurezza. Tali interventi inoltre sono stati possibili grazie ai fondi Pnrr individuati dalla passata giunta regionale di centrodestra. Quella attuale invece – stigmatizzano – si accredita strumentalmente un risultato che non è il suo e che anzi sconta un ritardo di ben 8 mesi. Quello di cui c’è bisogno – concludono – è che la Regione avvii in tempi rapidi un progetto complessivo per la sanità nell’Umbria meridionale che doti il territorio di strutture adeguate e in grado di mettere i professionisti sanitari nelle migliori condizioni operative per garantire qualità e contribuire concretamente all’abbattimento delle liste d’attesa, cavallo di battaglia di questa amministrazione regionale».

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