TERNI – Quel 3 agosto del 2023, San Bandecchi iscrisse nei registri di stato civile la nascita di un bambino figlio di due mamme. «Non spetta a me entrare in disamine di tipo ideologico e forse neanche di tipo giuridico – dichiarò allora il sindaco di Terni – ho affrontato il tema con pragmatismo, mosso dall’intento di dare risposte concrete a problemi reali, che riguardano due mie concittadine e che più in generale riguardano il diritto alla cittadinanza e alla famiglia di un minore». Bandecchi «Sono stato tra i primi sindaci d’Italia – dice oggi Stefano Bandecchi – a registrare la nascita di un bimbo che aveva una mamma biologica e l’altra intenzionale, come viene definita. E le ho conosciute: persone perbene, mosse dall’amore verso il loro figlio».
«Come sindaco mi sono assunto una responsabilità importante perché allora le interpretazioni sulla normativa andavano nella direzione che un figlio di due genitori dello stesso sesso, nati in Italia, non potesse essere iscritto allo stato civile con doppia genitorialità. Allora la prassi era di iscrivere un solo genitore e magari procedere con l’adozione per il secondo. Ora apprendo con piacere che la Corte Costituzionale, su sollecitazione del Tribunale di Lucca, ha dato ragione al sottoscritto e ai tutti quei sindaci che hanno voluto dare già alla nascita una famiglia definita al bambino».
«Sono sempre più convinto, da uomo liberale e pragmatico, che non spettiame entrare in disamine di tipo ideologico e forse neanche di tipo giuridico. All’epoca ho preceduto a quel tipo di iscrizione mosso dall’intento di dare risposte concrete a problemi reali, che riguardano due mie concittadine e che più in generale attengono il diritto alla cittadinanza e alla famiglia di un minore. Ho voluto tutelare un minore in quanto senza iscrizione allo stato civile vengono meno tutti quei diritti che sono, giustamente, assicurati ad ogni altro bambino, dall’assistenza sanitaria, alla identità, alla famiglia. Per tutto questo considero il pronunciamento della Corte Costituzionale come un passo in avanti, un atto di civiltà giuridica, una risposta al bisogno impellente di nuovi nati, essenziali per garantire un futuro ai nostri Paesi e comunità».


