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Alta tensione sul congresso Pd / Casa Democratica rilancia sul caso Pasquali e annuncia: siamo al 40%, possiamo vincere

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | L’aggregazione, che ha candidato Trappolino contro la “correntona” filo Bori, si organizza per la sfida finale. La sua forza resta il radicamento territoriale: Terni contro Perugia e il controllo di enclave come Spoleto e Castiglion del lago

di Marco Brunacci

PERUGIA – Casa democratica lancia un monito attraverso il suo candidato segretario regionale, Trappolino: stiamo recuperando, siamo vicino al 40%, possiamo vincere. Attenti all’ultima settimana di votazioni, potrebbero esserci sorprese.

Nessuno più di Umbria7 aveva avvertito: il congresso regionale del Pd è uno scontro vero, come non si vedeva da tempo, in un clima di alta tensione che ha raggiunto un livello tale che non è diminuito neanche dopo il primo pronunciamento del partito nazionale sul caso Pasquali.
Lo ricordiamo: una delegazione di 4 esponenti di Casa democratica ha incontrato a Roma
funzionari del Pd nazionale, che avrebbero indicato come eleggibile, al momento, Pasquali, in quanto si è candidato prima di essere rinviato a giudizio per truffa e tenendo presente che il reato dal
quale dovrà difendersi (prima udienza il 3 giugno del 2026) non è nel novero di quelli che violano palesemente l’articolo 5 del codice etico.
Era chiaro come il sole che questa spiegazione non sarebbe stata sufficiente a chiudere il caso. Infatti con un passaggio raffinato, Casa democratica si dice sicura che Pasquali sta riflettendo se confermare la candidatura e con lui anche i responsabili della segreteria.
Questa “riflessione”, che non può non esserci secondo Casa Democratica, è uno dei due punti nevralgici della nota (che pubblichiamo qui di seguito per intero). L’altro è il riferimento al 40% dei consensi, in rimonta rispetto all’inizio più vicino al 30, indicato dalla “correntona” che fa riferimento al segretario regionale uscente, Bori, e che ha candidato Pasquali.
Come più volte sottolineato da Umbria7, la forza di Casa Democratica non sta tanto però nell’eventuale 40%, quanto nel radicamento territoriale dei Trappolino boys. E’ evidente a tutti: governare un
grande partito di governo regionale, avendo Terni contro Perugia, ed enclave come Spoleto o Castiglion del Lago dall’altra parte della barricata, è un esercizio da fachiri.
E’ anche facile immaginare che se Pasquali arrivasse vincitore alla fine della corsa congressuale, Casa Democratica si orienterebbe a chiedere un ulteriore pronunciamento del Pd nazionale, ma stavolta in
maniera ufficiale. Altra legna sul fuoco di un falò che già sprigiona demoniache scintille.
Anche l’intesa tra l’ala moderata del Pd e quella più rigorosamente filo Bori potrebbe essere sottoposta a verifica. Lasciando intravedere all’orizzonte altra instabilità.
Non sfuggirà, infine, a nessuno che la posta in palio è altissima: il nuovo segretario regionale indicherà i candidati del Pd al Parlamento nelle elezioni del 2027.
Insomma: congresso Pd, pericolo alta tensione, tenersi a distanza.

ECCO LA NOTA DI CASA DEMOCRATICA

Casa Democratica rimonta e va al 40 per cento: “Possiamo vincere”. Urgente una mobilitazione di tutto il partito sul tema delle povertà. L’ineleggibilità di uno dei candidati alla segreteria regionale “oggetto di una riflessione sua personale e della responsabilità degli organi del Pd”

PERUGIA – Al giro di boa del percorso congressuale dem, Casa Democratica prosegue la sua rimonta e raggiunge il 40 per cento. “Quello che sembrava un congresso già scritto – sottolinea il coordinatore della mozione Stefano Lisci – si dimostra, invece, un congresso assolutamente contendibile: vinciamo in molte realtà, come Spoleto, Terni e Castello, ci affermiamo positivamente in altre e la tendenza è in continua crescita”. “Quello che ci rende maggiormente soddisfatti – aggiunge – è aver portato con le nostre idee e con la nostra presenza un contributo, in termini di valori e visione, importante nel percorso congressuale”.

“Il primo bilancio – spiega il candidato alla segreteria regionale Carlo Emanuele Trappolino – ci dà fiducia per affrontare l’ultima settimana di assemblee congressuali sapendo che ci sarà una risposta importante per vincere il congresso. Voglio ringraziare il Partito Democratico, a partire dai segretari, dai volontari e dai militanti, che stanno rendendo possibile lo svolgimento di questo congresso, che è un grande esercizio di democrazia. Insieme a tutti coloro che si stanno impegnando nei circoli per fare in modo che gli iscritti possano confrontarsi e poi decidere. Ringrazio anche gli organi del Pd che si stanno occupando del dibattito del nostro congresso, che sono impegnati per garantire uno svolgimento equilibrato di questa importante fase della vita interna del partito. Come Casa Democratica, vogliamo contribuire a costruire un Pd ancora più forte e autorevole, per rispondere alla responsabilità nuova che ci arriva dalle vittorie in Umbria e in molte città. Siamo, quindi, impegnati a sostenere lealmente la giunta e il governo e a difendere l’onorabilità del gruppo dirigente del Pd, in tutte le sue espressioni, dagli attacchi della destra. Attacchi che respingiamo con forza, confortati da una consapevolezza importante: il Pd ha delle regole chiare, uno statuto e valori precisi, che vogliamo difendere e siamo impegnati a rendere coerente la battaglia politica col profilo valoriale del nostro partito”.

“C’è un tema enorme – aggiunge Trappolino – che ha condizionato il nostro congresso. È quello dell’ineleggibilità di uno dei due candidati alla segreteria regionale, che immagino che in queste ore stia riflettendo sull’opportunità di valutare la strada migliore da intraprendere.  Rispetto alle vicende che lo vedono coinvolto, oltre a esprimere fiducia nel lavoro della magistratura, siamo vicini a Sandro dal punto di vista umano e siamo sicuri che saprà dimostrare la correttezza del suo operato. E siamo altresì convinti che l’opportunità politica di risolvere questo delicato passaggio risieda nella sensibilità sua e nella responsabilità degli organi del partito. Noi chiediamo di poter continuare a svolgere questo congresso, in cui siamo impegnati a valorizzare un confronto importante. Siamo al lavoro per costruire, insieme, un Partito Democratico autonomo, in grado di ricostruire una visione di futuro che non sia bloccata sul presente ma che abbia la capacità di immaginare quello che ancora non c’è. Lancio, in questo senso, un appello a tutti noi perché tutti ci sentiamo mobilitati nella costruzione di una nuova fase di elaborazione di prospettiva, con il coinvolgimento delle migliori risorse intellettuali che abbiamo in questa regione. L’ultimo rapporto di Banca d’Italia restituisce plasticamente il drammatico impoverimento della comunità regionale umbra. Abbiamo la necessità di porre al centro dell’attenzione questo tema, nell’urgenza del dibattito congressuale e subito dopo, sapendo che non deve essere solo una battaglia del Pd, ma di tutta la comunità regionale, perchè una comunità che si impoverisce è una comunità impaurita, irrequieta. E siccome la destra cavalca la rabbia, l’inquietudine, senza dare risposte, noi dobbiamo dare voce a questa battaglia che riguarda tutti”.

“Le differenze nel Pd sono un patrimonio – fa eco il candidato alla segreteria provinciale del Pd di Perugia Matteo Burico – e non devono essere combattute. Ci devono essere, perché ne sono l’essenza. Casa Democratica sta dando una speranza a tanti iscritti, in un percorso che non è contro nessuno, ma per il Pd. Perché sono convinto che questo congresso aiuterà tutto il Pd”. “Nelle istituzioni abbiamo scelto – continua – una classe dirigente che è la migliore possibile, ora la vogliamo aiutare. Abbiamo bisogno di un partito che difenda i suoi amministratori, perché abbiamo vinto e adesso dobbiamo convincere. Abbiamo bisogno delle idee di tutti e tutte, del coinvolgimento degli elettori del Pd, della loro passione, di coltivare la dignità del confronto in una casa comune dove tutti possono dare il loro contributo alla elaborazione politica e alla formazione delle classi dirigenti”.

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