Redazione Perugia
PERUGIA – Scattano in questo 2025 i 150 anni del Grifo del palazzo della Provincia che nel 1975 venne issato in cima alla struttura. All’evento celebrativo, che ne ha ripercorso la storia, hanno partecipato Massimiliano Presciutti (presidente della Provincia di Perugia, Riccardo Vescovi (vicepresidente della Provincia di Perugia), Elena Ranfa (presidente del Consiglio comunale di Perugia), Luana Cenciaioli (curatrice del progetto “Il Grifo a Perugia tra mito, storia e modernità”), Andrea Moretti (dirigente del Servizio gestione e manutenzione edilizia e beni patrimoniali della Provincia di Perugia).
Per l’occasione è stato esposto il documento inedito e originale di Vittorio Emanuele III di Savoia e si è discusso inoltre del possibile restauro del grifo dell’800. Nel suo saluto il presidente Presciutti ha ricordato come queste iniziative siano importanti per recuperare le radici della città. A ricomporre la storia del grifo della Provincia di Perugia è stato il dirigente Andrea Moretti che, dopo un attento studio, ha formalizzato una interessante ricerca che sarà utilizzata in altre importanti occasioni.
«Ringrazio il presidente della Provincia, la dottoressa Cenciarelli per avermi dato la possibilità di raccontarvi questa storia – ha detto Moretti – legata al grifo del palazzo della Provincia o meglio ai grifi. Tutto iniziò con la delibera del Consiglio comunale di Perugia del 18 luglio 1872 che stabilì le decorazioni del fronte del nuovo palazzo in piazza Vittorio Emanuele. Parliamo di una delibera del Consiglio comunale perché, nel 1872, ancora il palazzo oggi della Provincia era di proprietà del Comune di Perugia. Nel documento si parlava di decorare il palazzo con un grifo di terracotta e travertino, ma poi si decise di farlo di ghisa».
Il palazzo «progettato dall’architetto Arienti è molto maestoso e si rifà ai palazzi del nord Italia. Il grifo, alto 4 metri, verrà posto sul timpano del palazzo alto 25 metri di altezza e darà slancio alla struttura. Nel luglio del 1875 il grifo venne issato in cima». Due i grifi, uno dell’Ottocento e uno del Novecento. Creato dalla fonderia Marzocchi di Roma, il primo, su disegno di Francesco Moretti, attualmente si trova in un capannone a Ponte San Giovanni; ha un colore marrone/rosso dovuto all’ossidazione della ghisa, lo scudo con la scritta Umbria, mentre le ali sono rotte: «Stiamo pensando a un restauro della statua». Nel 1984 venne sostituito con un altro costruito in bronzo dallo scultore Filippo Stefani, costato 123 milioni di lire (quello attuale).
Il pomeriggio si è chiuso con la visita del palazzo.


