di Marco Brunacci
PERUGIA – Nomine, ogni volta che se ne parla si accendono fuochi alti così.
- Nella sanità che doveva essere rivoluzionata, ancora resistono i due direttori generali delle due aziende cruciali decisive per l’assistenza in Umbria, Perugia e Terni. Ma mentre sembra ovvia ormai la conferma a Terni di Andrea Casciari che è stata una nomina di centrodestra, su un manager di valore che ha fatto tutto il cursus honorum col centrosinistra di governo, più difficile è capire come finirà con De Filippis a Perugia. Il suo grande sponsor è stato ed è il rettore attuale dell’Università di Perugia, Oliviero. Il rettore nuovo (Marianelli) ascende al soglio solo dal primo di novembre. E quindi il tema dell’attuale confronto-scontro è il seguente: tenere De Filippis finchè a novembre male non ce ne incolga e Marianelli apra la strada a un nuovo candidato, oppure intervenire dall’11 di questo mese con una soluzione ad interim. Come già più anticipato da Umbria7 si tratta di nominare l’attuale direttore sanitario Pasqualucci con il compito di traghettare l’ospedale perugino verso il nuovo manager.
- Detta come l’abbiamo appena messa, sembra facile. In realtà Pasqualucci vuole le sue garanzie, come ovvio, e De Filippis non è affatto dell’idea di farsi da parte. Anche se il risultato è un po’ comico: la nuova maggioranza che ha vinto le elezioni sulla presunta tragedia della sanità, ha scoperto che non c’era nessuno buco della sanità, poi ha varato una stangata delle tasse che doveva esser per la sanità che invece era in attivo (se entra il payback dispositivi sanitari) e adesso tiene anche i manager della precedente gestione della sanità. E questo subito dopo aver giurato e spergiurato che li avrebbe cambiati tutti.
- Il tema (sì all’interim oppure no all’interim, fino a novembre) ha acceso un divertente derby all’ospedale di Perugia che ha un gran bisogno di trovare una sua identità. Volendo fare un gioco estivo, dopo giro d’orizzonte da distante compiuto da Umbria7, risulterebbero propensi al “Sì”, oltre a Oliviero, anche Puma, Caraffa, Troiani, Verrotti. Più per il “No” Donini e Mearini. Se il grande capo del Dipartimento di Medicina, Talesa, si schierasse farebbe saltare il banco. Per cui assiste al confronto-scontro, sognando che faccia domanda per venire a Perugia qualche manager di valore. Anche se non sembra aria.
- Fin qui la sanità. Ora il capitolo Alfonso Morelli, direttore generale dell’Arpa Umbria, e contestato dall’opposizione in consiglio regionale. Sembra che sia di queste ore la presentazione di un’ulteriore richiesta all’Anac per sapere se la decisiva Agenzia ritiene che Morelli abbia i requisiti per l’incarico. Grande attesa per il pronunciamento.


