TERNI – Bandecchi ribadisce il dialogo con il Comitato Pro Teatro Verdi, ma la musica non cambia. Nel senso che il sindaco non ha alcuna intenzione di modificare il progetto in essere. Né tantomeno di bloccare i lavori di un cantiere che sembra aver finalmente trovato un ritmo. Nei giorni scorsi, la richiesta del Comitato di rivedere il progetto al fine di consegnare alla città una grande struttura da oltre mille posti, con una acustica adeguata e con adeguati spazi per gli orchestrali.
Una lettera che evidentemente qualcuno ha letto come un immediato blocco del cantiere. Ma ci pensa il sindaco Bandecchi a chiarire, con poche ma chiare righe di comunicato, che apre la porta solo a modifiche che non stravolgono il progetto. «Siamo pronti ad ascoltare le ragioni del Comitato in consiglio comunale perché a quasi 500 cittadini che hanno firmato un appello non si chiude la porta in faccia – conferma il sindaco Bandecchi – e io parlo con tutti quelli che hanno da dire qualcosa di utile e di sensato. Quelli del Comitato hanno delle riflessioni che vanno approfondite in consiglio comunale, il luogo massimo della trasparenza e della democrazia». E ancora: «I giunta siamo tutti uniti e concordi su come procedere. L’assessore ai Lavori Pubblici Maggi non era all’incontro perché impegnato, non certo perché in disaccordo né tantomeno escluso. Il cantiere del Verdi è uno dei punti di forza dei Lavori Pubblici e mi risulta che sia seguito bene. Noi stiamo lavorando per tenere insieme i tempi di realizzazione, la necessità di non perdere i finanziamenti, l’esigenza di ridare alla città il suo teatro per troppo tempo chiuso. La fase di ascolto dei cittadini andava fatta prima, anni fa, noi comunque teniamo aperto il dialogo e se si può fare qualche miglioramento senza sfasciare tutto lo facciamo pure».
Ma sul Verdi non tutta la maggioranza è unita. Anzi. Le divergenza sono proprio all’interno del partito di Bandecchi. L’assessore Maggi, ad esempio, fa parte di quella corrente che non vuole modifiche non foss’altro perché è già corsa contro il tempo e dare luogo ad una variante urbanistica per aumentare i volumi del teatro, rischierebbe di bloccare un cantiere che ha già dovuto fare i contri l’amianto, i nidi di rondine e la rete dei cunicoli. Ma nella maggioranza c’è anche l’anima capeggiata dal capogruppo di Ap, Guido Verdecchia, che ha seguito il Comitato fin dal primo istante e che gli ha suggerito di sottoscrivere l’ atto di indirizzo di iniziativa popolare che, anche se con qualche mese di ritardo, verrà discusso in consiglio comunale a settembre. A 500 cittadini non si più sbattere la porta in faccia, soprattutto chiedono di non sprecare la grande occasione della ricostruzione del Verdi per consegnare alla città e quindi alle nuove generazioni un contenitore non all’altezza di una città di 109mila abitanti, sede peraltro di un conservatorio statale.


