Verdi, i cittadini chiedono di allargarlo il Comune lo restringe

A fronte delle istanze del Comitato pro teatro Verdi per aumentare i  posti, arriva la variante che conferma gli attuali e stralcia i ridotto

TERNI – A settembre ci sarà anche il consiglio comunale aperto. Bandecchi, una settimana fa, ha dichiarato: «Siamo pronti ad ascoltare le ragioni del Comitato pro teatro Verdi in consiglio comunale perché ai quasi 500 cittadini che hanno firmato un appello non si chiude la porta in faccia ma ci si parla.  Quelli del Comitato hanno delle riflessioni che vanno approfondite in consiglio comunale, il luogo massimo della trasparenza e della democrazia».  E ancora: «Mi risulta che il cantiere del Verdi sia seguito bene. Noi stiamo lavorando per tenere insieme i tempi di realizzazione, la necessità di non perdere i finanziamenti, l’esigenza di ridare alla città il suo teatro per troppo tempo chiuso. La fase di ascolto dei cittadini andava fatta prima, noi comunque teniamo aperto il dialogo e se si può fare qualche miglioramento senza sfasciare tutto lo facciamo pure». Poi, una settimana dopo, la giunta Bandecchi approva la variante che non aumenta i volumi, anzi, li riduce rispetto al progetto originale. Niente auditorium da 180 posti sotto al  palcoscenico e niente museo. Solo la struttura fuori terra da 800 posti, anziché da 1.200.   Un taglio drastico al progetto approvato dalla giunta Latini, tant’è che si risparmieranno oltre 800 mila euro. Una cifra significativa, che al momento non è dato sapere se continuerà comunque ad essere nelle disponibilità del Comune di Terni. Trattandosi di fondi Pnrr, è  più facile pensare che il risparmio torni nelle disponibilità de Ministero. In tutt’altra direzione vanno i desiderata del Comitato Pro Verdi che ha raccolto centinai di firme e che avrebbe voluto che i denari risparmiati per la rinuncia al ridotto, fossero investiti nell’ampliamento della struttura fuori terra. «Abbiamo raccolto 484 firme per avere un progetto in cui vengano riacquisiti i volumi del teatro storico innalzando di circa tre metri la sala spettatori per poter poi ricostruire il Teatro avuto in passato seguendo le indicazioni dell’architetto di fama internazionale Pier Luigi Cervellati che ha già scritto una relazione sulla ricostruzione del Teatro originario». Il sindaco Stefano Bandecchi, nei giorni scorsi, aveva incontrato, insieme alle assessore Altamura, Bordoni e Salinetti, il Comitato pro Verdi ed aveva aperto qualche altro spiraglio. Un incontro voluto dal capogruppo di Ap, Giudo Verdecchia, che da sempre si batte per accogliere le richieste dei cittadini e degli esperti. Uno spiraglio subito chiuso, perché l’assessore ai lavori pubblici, Giovanni Maggi, ha fatto fuoco e fiamme. Lui è contrarissimo ad ogni ampliamento, preferisce rispettare i crono programma dei lavori e non incorrere in lungaggini amministrative.  

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