di Marco Brunacci
TERNI – Ospedale di Terni, una nuova puntata di una vicenda decisiva per tutta l’Umbria.
Il 25 agosto è fissato l’incontro tra il presidente della Provincia di Terni e sindaco della città, Stefano Bandecchi, con relativo staff. e la presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, più staff. Bandecchi per tanti versi è imprevedibile, ma stavolta ha dato, dal suo yacht in mezzo al mare, un input preciso: non si discute della variante, indispensabile per il nuovo ospedale di Narni-Amelia, se non si mette in cima all’agenda della Regione il nuovo ospedale di Terni.
Rombo di Tuono Bandecchi è tornato a parlare come sa fare lui e stavolta ha anche rimesso in linea il vicepresidente Cico Ferranti: niente discussione della variante in consiglio provinciale di Terni senza garanzie per il nuovo ospedale di Terni.
Questa storia è decisiva per il futuro della legislatura Proietti e della Regione. Nessuno sa se Bandecchi manterrà la posizione o cosa chiederà di preciso. Una cosa è invece certa: Proietti non ha idea di cosa fare su Terni e vorrebbe non avere ulteriori scocciature.
Lo ha detto anche a Cardeto, cercando di scaricare colpe sulla giunta Tesei, ma dimostrando di non avere nè idee nè strategie.
Bandecchi resisterà? Certo anche lui è a un bivio: finirà per mollare, magari in cambio di rassicurazioni sulla clinica-stadio? O diventerà il leader dello scontento dell’Umbria sud? Cavalcherà, da politico diventato avveduto, il grande spazio che l’improvvisazione di questa nuova Giunta e le scelte da sinistrismo massimalista da secolo scorso spalancano?
Vietato fare previsioni. Una cosa è certa: l’ospedale di Narni-Amelia ha un senso per la collettività in tanto in quanto c’è un nuovo grande investimento su Terni. Il resto sono chiacchiere.
Per Tesei è stato una sorta di incubo di fine legislatura: cercare strategie, progetti, finanziamenti. Ha messo 120 milioni e passa sul piatto. Si è assicurata un interesse nazionale. Poi ha perso da una candidata che assicurava che in tre mesi avrebbe azzerato le liste d’attesa (le quali ovviamente sono raddoppiate).
Proietti ha debuttato come presidente scatenando un diluvio di tasse sugli umbri: 184 milioni di euro in più, con bugie dette sulla sanità e oggi certificate dalla Corte dei Conti. Ma nella manovra delle tasse non c’è un soldo per la sanità e non un centesimo per l’indispensabile ospedale di Terni. Tutto questo nella speranza che il mondo si quietasse. In fondo se ci sono 144 mila umbri che si prendono una salassata mai vista, ma è anche vero che ci sono diversi gruppi e ambienti che avranno dei vantaggi dai 184 milioni presi dalle tasche degli umbri.
Niente soldi per la sanità umbra. Che perde anche metà dell’elisoccorso, se non lo salverà l’intervento di Siena contro Arezzo e contro Giani, dato per vincitore nelle prossime elezioni della extrarossa Toscana, ma con necessità di aggiustare il programma rispetto ai territori e ai diktat dei Cinquestelle.
Soprattutto niente soldi per la sanità di Terni. L’ospedale è vecchio di 70 anni. Non è più, perchè non può esserlo, come nel passato, il presidio di frontiera capace di portare in Umbria cittadini-pazienti da fuori regione. Narni-Amelia è un ospedale di contorno, che farebbe la figura dei fagiolini in un piatto dove manca la bistecca.
Sono buoni i fagiolini e fanno bene alla salute, ma se non ha la bistecca il ristorante chiude.
La partita ternana diventa fondamentale per la sanità umbra, per i cittadini ternani, ma anche per la qualità di questa legislatura regionale, iniziata nel peggiore dei modi (la stangata delle tasse e le bugie sulla sanità) e che deve durare ancora 4 anni. Non si può neanche immaginare che la presidente Proietti li passi a esporre bandiere sui terrazzi dei palazzi regionali.


