Invecchiamento attivo: oltre 30mila euro dal Comune di Perugia alle associazioni del territorio

L’assessore alle politiche sociali Costanza Spera: «L’apporto del terzo settore resta fondamentale per affrontare una delle questioni più importanti del nostro tempo»

Redazione Perugia

PERUGIA -Ammonta a circa 30.400 euro la somma dei contributi concessi dal Comune di Perugia a otto progetti per realizzare interventi connessi all’attuazione del piano per l’invecchiamento attivo della Zona Sociale n. 2 (Perugia, Corciano e Torgiano).

Beneficiari sono Enti del terzo settore rappresentati da centri socio culturali e associazioni, ovvero il Centro socio culturale Montegrillo aps, l’Associazione coordinamento centri socio culturali del Comune di Perugia, il Centro socio culturale aps Casaglia, l’associazione Ada Umbria odv, il Centro socio culturale Il Gabbiano ets, Acli – sede provinciale di Perugia aps, Centro socio culturale di Pila, Auser-Perugia associazione per l’invecchiamento attivo.

Gli interventi finanziati includono sia azioni già realizzate sia altre ancora da realizzare, volte al raggiungimento di diverse finalità come: attività fisiche, laboratori ludico ricreativi, momenti formativi intergenerazionali volti al contrasto del “digital divide”, momenti di convivialità e conoscenza del territorio, passaggi di conoscenze e competenze tra culture e generazioni in un’ottica di integrazione e di protagonismo degli anziani del nostro territorio.

«Tutte le otto istanze di partecipazione pervenute a seguito di apposito avviso sono state finanziate – sottolinea l’assessore alle politiche sociali Costanza Spera – Ringraziamo le realtà del territorio che hanno presentato i progetti a favore della popolazione anziana, davvero meritevoli di essere sostenuti. L’apporto del terzo settore resta fondamentale per affrontare una delle questioni più importanti del nostro tempo, ossia l’invecchiamento della popolazione. Collaborare con soggetti che sono a diretto contatto con la cittadinanza, che promuovono la socialità nei nostri quartieri e che possono realizzare interventi inclusivi in modo capillare, è essenziale per migliorare la qualità della vita delle persone anziane, che dipende non solo dall’integrazione e dal potenziamento dei servizi socio-sanitari, ma anche dalla capacità della comunità di coinvolgerle, valorizzarle e di offrire attività che consentano loro di sentirsi sempre partecipi della dimensione sociale, economica e culturale della città».

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