TERNI – Il Movimento 5 Stelle di Terni lancia un duro attacco contro la convenzione firmata il 1° agosto 2025 tra il Comune e la Stadium S.p.A. per la realizzazione del progetto Stadio-Clinica, parlando apertamente di «ricatto istituzionale» e di «conflitto d’interessi» del sindaco Stefano Bandecchi.
Secondo i pentastellati, l’intero Piano Economico Finanziario dell’operazione si regge su un presupposto fragile: l’accreditamento da parte della Regione di 80 posti letto per la clinica privata che dovrebbe sorgere su un terreno della Ternana Women S.p.A., società controllata da Unicusano e presieduta dallo stesso Bandecchi. Senza quell’autorizzazione, tutt’altro che scontata e che potrebbe addirittura slittare alla prossima legislatura, il meccanismo salterebbe.
In quel caso, il Comune si troverebbe davanti a una clausola pesantissima, quella della risoluzione anticipata della convenzione con l’obbligo di rimborsare alla Stadium S.p.A. i lavori già realizzati fino a un massimo di 44 milioni di euro. Una somma enorme che, denunciano i 5 Stelle, ricadrebbe sulle spalle dei cittadini, con il rischio di lasciare in eredità alla città un’opera incompleta e un nuovo dissesto finanziario.
A rendere la vicenda ancora più controversa è la doppia veste di Bandecchi, sindaco e al tempo stesso imprenditore direttamente interessato all’operazione. Il M5S ternano ricorda come lo stesso primo cittadino, pochi giorni prima della firma della convenzione, avesse dichiarato a La Nazione di essere pronto a diffidare il Comune da lui stesso guidato per tutelare gli interessi della sua società privata. Una minaccia definita dai grillini «una degenerazione istituzionale senza precedenti».
Il Movimento punta il dito anche contro le carenze di vigilanza: il via libera è arrivato senza garanzie concrete, basandosi soltanto su una delibera regionale che certifica la disponibilità teorica dei posti letto, ma senza inserirli nel Piano Sanitario Regionale.


