TERNI – Lo scorso 8 maggio 2025, a Milano, davanti alla notaia Maria Alessandra Mazzei Tull, è stato firmato l’atto costitutivo di Stadium S.p.A. (Repertorio n. 3819, Raccolta n. 3486). La nuova società nasce con un capitale di 6 milioni di euro, detenuto al 52% dalla Ternana Calcio S.r.l. e per il restante 48% dai fratelli Stefano e Maurizio D’Alessandro.
Alla base della costituzione c’è il conferimento del ramo d’azienda “Progetto Stadio”, comprensivo della concessione comunale, dei contratti e dei beni strumentali. Valore: 7,5 milioni di euro, come da perizia del dott. Vincenzo Loi, 18 aprile 2025. Parallelamente, il ramo relativo alla clinica privata potrebbe passare alla Ternana Women S.r.l., in forza di un preliminare già sottoscritto.
Ternana “svuotata”: il rischio fallimento
Secondo diversi osservatori, l’operazione potrebbe avere come effetto quello di “svuotare” la Ternana Calcio: stadio e clinica resterebbero al riparo in società autonome, mentre i debiti pregressi graverebbero solo sul club sportivo. In caso di difficoltà finanziarie, la società calcistica rischierebbe il fallimento, mentre i progetti proseguirebbero con Stadium e Ternana Women.
Il nodo politico: la priorità del Comune
La domanda che si pone in città è se la priorità del Comune e del sindaco Stefano Bandecchi sia salvaguardare la Ternana Calcio, cuore sportivo della città, o garantire la realizzazione del nuovo stadio e della clinica riducendo i costi per chi li realizzerà, separando i progetti dal fardello dei debiti del club.
Il ruolo di Bandecchi
La riflessione diventa più complessa poiché lo stesso Bandecchi, oltre a essere sindaco, sarebbe interessato personalmente alla clinica. Una situazione che solleva interrogativi: la priorità sarà il bene del club e dei tifosi, o la riuscita di un’operazione che, svincolata dai debiti della Ternana, risulterebbe più economica per chi la realizza?


