Edilizia (Archivio)
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Edilizia umbra in allarme: «Costi fuori controllo mettono a rischio cantieri PNRR e ricostruzione»

Confartigianato Umbria e ANAEPA denunciano l’impatto della crisi energetica e delle materie prime: «Imprese strangolate mentre lo Stato incassa di più»

di ELENA CECCONELLI

PERUGIA – L’edilizia umbra lancia un grido d’allarme sempre più forte di fronte a una situazione economica che rischia di compromettere seriamente il futuro dei cantieri legati al PNRR e alla ricostruzione post sisma. A intervenire sono Confartigianato Umbria e ANAEPA – Confartigianato Edilizia Umbria, che parlano apertamente di un sistema ormai vicino al punto di rottura.

Secondo il presidente di Confartigianato Umbria, Mauro Franceschini, l’attuale contesto internazionale, segnato da tensioni geopolitiche e instabilità energetica, sta producendo effetti insostenibili per le imprese del settore. «Siamo di fronte a un paradosso inaccettabile – afferma Franceschini – Mentre l’Italia continua a scontare una forte dipendenza energetica dal Medio Oriente, lo Stato beneficia di un extra-gettito IVA generato proprio dall’aumento dei prezzi. È necessario che queste risorse vengano restituite al sistema produttivo: non è accettabile fare cassa sulle difficoltà di artigiani e imprese».

Il tema si intreccia con quello, altrettanto critico, della gestione dei cantieri pubblici. Pierangelo Lanini evidenzia come la rigidità dei contratti e dei prezziari stia diventando un ostacolo concreto alla realizzazione delle opere. «Per le imprese impegnate nel PNRR e nella ricostruzione, il raddoppio dei costi di materiali strategici come il bitume non è un dato teorico, ma un problema reale e immediato – sottolinea Lanini – Le aziende si trovano bloccate da sistemi che non riescono ad adeguarsi alla velocità dei cambiamenti economici, restando ancorati a prezziari non aggiornati e lontani dalla realtà».
Le conseguenze, avvertono le associazioni, potrebbero essere pesanti: rinvio degli investimenti, esclusione di fatto delle PMI dai meccanismi di sostegno e un rallentamento generale delle opere. Un rischio amplificato dal fatto che le misure incentivanti attuali, come quelle legate alla ZES Unica, si basano su crediti d’imposta che presuppongono nuovi investimenti, difficili da sostenere in un contesto di forte instabilità. «Mai come in questo momento la burocrazia deve dimostrare di saper correre veloce quanto la crisi – concludono Franceschini e Lanini – Senza interventi immediati su costi e flessibilità degli appalti, l’Umbria rischia di trovarsi con un numero crescente di cantieri incompiuti e un sistema produttivo sempre più in difficoltà».

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