A Terni nasce il Patto dell’Umbria per la Palestina

A lanciare l’iniziativa sono stati Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Socialisti Italiani, Civici umbri, Umbria domani, Umbria per la sanità pubblica e Giovani democratici

TERNI – Si è tenuta oggi, lunedì 29 settembre, presso il Bloom Spazio Condiviso, la conferenza stampa di presentazione del Patto dell’Umbria per la Palestina, iniziativa che vede riunite le principali forze del centrosinistra regionale in un fronte comune di solidarietà e impegno politico. Il Patto nasce con l’obiettivo di tenere alta l’attenzione sulla drammatica situazione in Medio Oriente, promuovendo azioni concrete di sensibilizzazione e di sostegno alla causa palestinese anche sul territorio umbro.

A lanciare l’iniziativa sono stati Partito Democratico, Movimento 5 Stelle, Alleanza Verdi e Sinistra, Socialisti Italiani, Civici umbri, Umbria domani, Umbria per la sanità pubblica e Giovani democratici. Una rete ampia e trasversale che si propone di unire energie e risorse per portare avanti valori comuni di pace, giustizia e diritti umani. Durante l’incontro, i promotori hanno sottolineato come la costruzione di un fronte unitario sia un passo importante per rafforzare l’impegno delle realtà politiche e civiche umbre. Il Patto si propone di organizzare iniziative pubbliche, campagne di sensibilizzazione e momenti di mobilitazione civile, con l’intento di dare voce a chi, in Palestina, continua a vivere in condizioni di guerra e privazione di diritti fondamentali.

Presenti Antonio Donato per il M5S, il segretario del Partito Democratico Damiano Bernardini, la segretaria regionale di Sinistra Italiana Federica Porfidi, Gianfranco Mascia per Europa Verde, oltre ai rappresentanti delle liste civiche e dei socialisti.

Gruppo di persone partecipanti a una conferenza stampa di presentazione del Patto dell’Umbria per la Palestina, con tavolo e lavagna sullo sfondo.

Il testo del documento firmato dai promotori:

L’Umbria con la Palestina – Contro il genocidio e l’occupazione

Gaza brucia, la Cisgiordania è sotto assedio, tutto il Medio Oriente è a rischio.
Nella Striscia di Gaza è in atto un genocidio. In due anni più di 65.000 persone sono state uccise e decine e decine di migliaia sono state ferite. Due milioni di persone sono costrette a fuggire da un lato all’altro di una terra ben recintata e stretta, disintegrata dai bombardamenti, senza acqua, cibo, medicine, elettricità: le bombe piovono e centinaia di civili vengono uccisi dai cecchini mentre cercano cibo.

Nella Cisgiordania occupata militarmente dal 1967, il Governo Israeliano, sbarrando tutte le vie di comunicazione tra le città e i villaggi e bloccando l’unica via di ingresso e di uscita verso la Giordania, sta realizzando un’ulteriore grande prigione a cielo aperto, mentre i continui attacchi portati dall’esercito israeliano attaccano ogni giorno e ogni notte città e villaggi palestinesi, causando morti e distruzione. Come ormai accade da anni, il Governo di Israele vuole annientare definitivamente questa terra e cancellare il popolo palestinese. Ma la Palestina esiste e resiste, con una società civile attiva e operosa, con scuole e università, associazioni e istituzioni pubbliche democratiche e legittime.

Abbiamo condannato da subito le atrocità di Hamas del 7 ottobre 2023 e continuiamo a chiedere il rilascio immediato degli ostaggi israeliani. Ma nulla può giustificare la repressione sistematica e disumana di una popolazione inerme, in violazione del diritto internazionale e dei diritti umani fondamentali.

In considerazione di quanto sta accadendo all’Assemblea Generale dell’ONU il silenzio e l’immobilismo del Governo italiano non sono più sostenibili e ingiustificabili, segnando complicità e acconsentendo alla guerra in corso, una resa della credibilità internazionale e definitiva della tradizione diplomatica italiana in Medio Oriente. Dopo il riconoscimento dello Stato di Palestina da parte di oltre 150 Paesi e la richiesta corale da parte dell’Assemblea Generale di un cessate il fuoco e di aiuti umanitari d’urgenza a Gaza, l’opposizione alla politica del Governo israeliano, non bastano più le parole ambigue, gli auspici generici e le mezze misure: occorrono fatti.

Chiediamo che il Governo Italiano e l’Unione Europea
• riconoscano immediatamente lo Stato di Palestina;
• introducano sanzioni economiche e diplomatiche contro il governo israeliano;
• approvino un grande piano di cooperazione militare e impongano un embargo totale sulle armi;
• blocchino l’Accordo di Associazione UE-Israele;
• garantiscano l’ingresso sicuro e immediato degli aiuti umanitari;
• assicurino la piena protezione politica e diplomatica alla Global Sumud Flotilla già ripetutamente fatta oggetto di attacchi e intimidazioni;
• promuovano una forte iniziativa diplomatica in sede UE e ONU per ottenere un cessate il fuoco immediato, il rilascio di ostaggi e prigionieri e la fine dell’occupazione;
• istituiscano rapidamente un fondo europeo e un fondo italiano a favore delle istituzioni e della comunità palestinese.

Come formazioni politiche, con la sottoscrizione del presente documento, abbiamo dato vita al PATTO “UMBRIA PER LA PALESTINA”, in sintonia con i sentimenti e la volontà delle cittadine e dei cittadini dell’Umbria, terra di San Francesco e Aldo Capitini.

Ribadiamo il nostro apprezzamento e il nostro sostegno alle tante iniziative positive promosse e realizzate dalla Regione e dai Comuni umbri, quali l’esposizione della bandiera palestinese, la presentazione e l’approvazione di mozioni per il riconoscimento dello stato di Palestina, il contributo concreto a progetti umanitari per accoglienza di famiglie e studenti palestinesi, le proposte di gemellaggi tra Comuni umbri e palestinesi.

Proponiamo quindi che la Regione, le Province e i Comuni dell’Umbria:
• proseguano e intensifichino le attività intraprese;
• sostengano la Global Sumud Flotilla, presidio di umanità e solidarietà;
• si attivino per promuovere in tutto il territorio regionale la realizzazione di gemellaggi tra Comuni umbri e Municipalità palestinesi e creare reti di cooperazione tra le comunità locali, auspicando la convocazione in contemporanea di tutti Consigli comunali.

•⁠ ⁠favoriscano gemellaggi e accordi di cooperazione tra le scuole umbre e quelle palestinesi con il coinvolgimento di insegnanti e studenti e sollecitino le Università e gli Istituti di Alta Formazione a sostenere i progetti in corso con le omologhe istituzioni israeliane;
• promuovano e sostengano tutti i possibili progetti di cooperazione allo sviluppo in Palestina indirizzando a questo fine le risorse già disponibili o che verranno nel tempo acquisite.

Noi non vogliamo tacere, non vogliamo essere complici.

Questa iniziativa vuole sostenere la grande mobilitazione in corso in tutta Italia e offrire supporto politico alle istituzioni umbre, impegnandoci a compiere ogni sforzo possibile per fermare il genocidio a Gaza e scongiurare l’estensione a tutta la Palestina.

La Marcia della Pace del 12 ottobre 2025 sarà una tappa fondamentale alla quale aderiamo convintamente e ci impegniamo a promuovere la più ampia partecipazione.

IL PATTO “UMBRIA PER LA PALESTINA”
• Partito Democratico
• Movimento 5 Stelle
• Alleanza Verdi e Sinistra
• Socialisti Italiani
• Civici Umbri
• Umbria Domani
• Umbria per la Sanità Pubblica
• Giovani Democratici

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