di Marco Brunacci
PERUGIA – I niet-cong, cioè coloro che si oppongono a fare le opere che servirebbero a Perugia e all’Umbria, e che hanno ispirato i programmi
di governo del nuovo campo largo del centrosinistra, hanno vinto a Perugia e in Umbria e naturalmente governano. I risultati però andranno pur sottolineati.
La situazione delle strade di ingresso di Perugia è di emergenza assoluta e non è ancora iniziata la scuola.
Il Comune di Perugia ha commissionato, spendendo altri soldi, uno studio su chissà che cosa, visto che sono più di 30 anni almeno che qui si studia. Basterebbe dare uno sguardo alle file delle auto, in processione tra le gallerie. Inquinamento e caos totale in tanti giorni e in tante ore della giornata.
Ma il peggio – se questo può essere d’aiuto ai lettori – deve ancora venire.
Le notizie date dall’Anas sono le seguenti:
- Per motivi di sicurezza nelle due galleria si deve immediatamente intervenire.
- Quindi succederà questo. Per la Pallotta, lavori a iniziare dalla fine del 2025, importo 50 milioni, per la durata di due anni, con cantieri notturni e deviazione del traffico nella corsia di sorpasso dell’altra galleria.
- Per Madonna alta, i lavori saranno fatti giorno e notte a partire da inizio estate 2026. Costo dell’opera: 23 milioni. Con chiusure e deviazioni del traffico.
Sarebbe divertente sapere che cosa studierà la commissione decisa dal Comune di Perugia.
Ma insieme a questi lavori, ce ne saranno altri: gli ampliamenti delle rampe di Ponte San Giovanni, che consentiranno un minimo di sollievo all’ingresso e subito dopo invece la riproposizione del “tappo”.
Quando si apre una nuova commissione vuol dire che non si vuole fare niente e anzi si intende perpetuare gli errori del passato.
Il Nodo di Perugia sicuramente non è il progetto perfetto. Perchè di progetti perfetti non se ne conoscono.
E’ altrettanto certo che è stato fermato da un lavoro di lobbying che fa impressione.
Il centrosinistra di governo di qualche anno fa, che aveva i piedi per terra e i programmi non campati in aria, ha provato a realizzarlo, senza esito. E si doveva iniziare 15 anni fa, visti i tempi lunghi di realizzazione, per dare un po’ di respiro alla città e a tutta la Regione.
La presidente Pd Maria Rita Lorenzetti aveva chiesto uno studio all’Anas. Quello studio, nel 2007, certificava che i flussi di traffico esistenti erano incompatibili con le strade di accesso a Perugia.
Oggi i flussi sono aumentati. Perdere altro tempo – dice oggi – uno che è diventato esperto del ramo, è «folle». Così sostiene Enrico Melasecche ex assessore della giunta Tesei.
Ora farne un motivo di contrapposizione tra schieramenti politici fa un po’ ridere, perchè il centrodestra quel lavoro di lobbying lo ha chiaramente subito quando era al governo. Il risultato è comunque questo: le strade di ingresso a Perugia sono prossime al collasso.
E allora ecco che si deve tornare alla “voce che grida nel deserto”, sempre quella di Melasecche: «Continuare a tenere bloccato – dice – il progetto del Nodo di Perugia è un insulto all’intelligenza degli umbri., una posizione antistorica e ridicola. Il Nodo può almeno rappresentare una speranza nel medio periodo, in un futuro non lontano, di riduzione dei disagi, se non di eliminazione di molti di essi, sempre che si decida subito di iniziare».
La viabilità in ingresso di Perugia sta per arrivare a un sereno collasso. Qualcuno che governa ritiene che sia un problema o non se ne farà niente perchè nuoce alla tenuta politica del campo largo?


