Un vita per la ferrovia, Carlo Reali va in pensione

Sempre al fianco di colleghi e utenti

CITTÀ DI CASTELLO (Perugia) – Dal 1° settembre Carlo Reali, dipendente di Busitalia e grande conoscitore della realtà ferroviaria umbra, è in pensione. La sua storia lavorativa inizia il 1° aprile del 1987 quando viene chiamato come casellante a chiudere il passaggio a livello alla Baucca. A fine 1989, dopo aver dato un concorso, viene assunto a tempo indeterminato come cantoniere. Rimarrà per 10.anni a svolgere le mansioni di operaio su tutta la tratta che va da Sansepolcro ad Umbertide. Nel 1999 viene trasferito, dopo un concorso, ad Umbertide dove svolge per 5 anni le mansioni di semplice impiegato presso la struttura dell’officina dove vengono eseguite le manutenzioni dei treni diesel. Nel 2004 viene trasferito presso gli uffici di Perugia in largo Cacciatori delle Alpi ,qui rimane fino alla fine del 2009. Nel capoluogo ha la fortuna di conoscere l’ingegnere Domenico Mazzamurro, amministratore unico della Fcu. Con lui la ferrovia torna ad essere un’ azienda leader a livello regionale. In questi anni Reali svolge la mansione di specialista tecnico amministrativo. A lui è affidato il controllo di gestione, da poco istallato in Fcu. La redazione dei budget aziendali delle aree del trasporto, amministrazione e infrastrutture sono un’esperienza altamente formativa per lui. La Fcu in quel momento è tra le prime realtà che implementano il sistema Sap che servirà a tenere sotto controllo i costi delle aree aziendali. Nel 2010 con il cambio a Umbria Mobilità decide di tornare a Città di Castello. Qui di nuovo cambia mansione. Dal lavoro d’ufficio ad un servizio al pubblico. Dal 2010 al 2025 Reali ha rappresentato come responsabile dell’ agenzia un punto importante per l’ utenza e per gli autisti. Reali ha sempre ritenuto importante il ruolo dell’agenzia di Città di Castello, unico punto per l’ utenza da Sansepolcro a Perugia e proprio per questo ad ottobre del 2024 è riuscito grazie alla collaborazione con i sindaci dell’ Alto Tevere a non fare chiudere l’ufficio.

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