Al festival della sociologia pensiero critico e comunità

Iniziata la decima edizione della manifestazione a Narni

TERNI – Il festival della sociologia è stato inaugurato a Narni, con una giornata intensa e partecipata, dimostrando di essere un vero e proprio spazio pubblico di confronto e condivisione. Un luogo in cui “Sentirsi in società”, capace di coinvolgere studiosi, artisti, cittadini e istituzioni. A dare il via alla decima edizione del Festival è stata Patricia Paperman, tra le più autorevoli sociologhe francesi, in collegamento da Parigi, che con il suo intervento “La cura, una prospettiva critica?” ha aperto il dibattito sul ruolo della “care” nelle società contemporanee, intrecciando etica femminista, sentimenti e responsabilità collettiva.

Sale gremite, eventi aperti e gratuiti, un dialogo continuo tra la società civile e la comunità scientifica che ha toccato tante tematiche. Non solo lezioni e riflessioni, ma anche letture, musica, cinema, fotografia, performance e momenti conviviali, per sottolineare che la sociologia si occupa della relazione, dell’esperienza condivisa, non è sapere accademico, ma una pratica viva di cambiamento sociale. Sempre al Teatro Manini, grande emozione anche per “Caro Babi”, il musical reading del coro Le Musiquorum, diretto da Maria Grazia Campus, con la collaborazione della sociologa Francesca Cascino. Storie vere, raccontate con delicatezza e ironia, raccolte in collaborazione con Nosotras Onlus. Un intreccio di parole, canti e testimonianze che hanno descritto il vissuto delle donne migranti, il percorso, molto spesso a ostacoli, di chi arriva nel nostro paese per trovare pace e lavoro, intercettando i bisogni delle nostre famiglie ed assistendo le nostre persone care. 

Il Festival ha poi reso omaggio a Franco Ferrarotti, principale esponente della sociologia italiana scomparso di recente, con un panel che ha visto protagonisti sociologi come Marxiano Melotti, Roberto Cipriani e Paolo De Nardis. Nel pomeriggio non è mancato il cinema, con un puntuale sguardo al sociale, con la proiezione del corto “Vie di fuga” di Michela Carobelli, cortometraggio girato all’interno della Casa Circondariale di Terni con finanziamento della Cassa delle Ammende. Il corto è stato scritto, girato e montato insieme agli studenti ristretti della Casa Circondariale di Terni, ed è il risultato finale di due dei laboratori (corso audiovisivo e corso di montaggio) attivati dall’Ipsia “Sandro Pertini” di Terni nell’ambito del Progetto CER-CAR-E. A completare la ricca prima giornata, l’incontro al San Domenico con il fotografo Gianni Fiorito, collaboratore storico di Paolo Sorrentino, e non solo, presentato insieme ai curatori del volume “Lo sguardo attivo”. 

In serata, spazio alle contaminazioni tra linguaggi con “Metamorfosi sociologiche tra letteratura e musica”: voci di accademici e giovani ricercatori si sono alternate alla musica della Salt Street Band, un gruppo musicale formato da docenti di Scienze politiche dell’Università la Sapienza. Un incontro creativo che ha unito passione, ricerca e performance artistica. Il tutto è andato in scena in luoghi iconici, che hanno reso la giornata ancora più speciale. Dal consueto cuore pulsante, il Teatro Manini al fascino ritrovato di Palazzo Capocaccia, oggi trasformato in Ostello-Casa dello Studente “Domus Narni” e Ristoro Contemporaneo ‘Hortus 74’, luogo di memoria e incontro, che con la sua terrazza panoramica ha regalato momenti di convivialità e riflessione collettiva.  Nella prima giornata ha trovato spazio anche la tradizione culinaria, con la ‘Legacciola’, iniziativa nata in sinergia con i ragazzi dell’associazione ‘Il Faro’ di Narni. Un pranzo semplice e simbolico servito con un fazzoletto, come avveniva un tempo nei campi (oggi ricamato con il logo festival della sociologia) a sottolineare il legame tra cultura, lavoro e territorio.

Nuovo Santa Maria col botto: ci vuole mezzo miliardo

teatro Pavone

Il Teatro Pavone di Perugia in musica con Jazzlife