Francesco de rebotti

Ecco quanto costerà l’ospedale di Narni-Amelia, a cosa (non) servirà, e perché sarà a carico dei cittadini di Terni, Foligno, Spoleto, Orvieto

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | La potenziale intesa con Inail: l’Asl 2 (indebitata oggi per 90 milioni) dovrà restituire, con rata annuale, gli 85 milioni al tasso d’interesse del 3,5%, dovendo far fronte alle spese di ordinaria e straordinaria manutenzione. Non sarebbe il caso di un controllo costi-benefici da parte della Corte dei Conti?

di Marco Brunacci

TERNI – Come mai Umbria7 è convinta che se si fa l’ospedaletto nuovo di Narni-Amelia, l’ospedale di eccellenza dell’Umbria sud, Terni, resta dov’è per i secoli a venire (e insieme al sacrificio del nuovo ospedale di Terni, ci sarà anche quello degli ospedali di Foligno,
Spoleto e Orvieto)?
E ancora: come mai Umbria7 è convinta che Narni-Amelia non solo non è da considerare una grande affare, ma potrebbe anche aver bisogno di un accurato controllo costi-benefici, da parte di un organo terzo, come la Corte dei Conti?
Seguiteci, leggendo cos’è successo finora.
Una delegazione dell’Umbria, guidata dall’assessore-ex sindaco di Narni, De Rebotti, viene annunciata ai vertici dell’Inail.
Siamo a Roma, qualche settimana fa. La delegazione viene ricevuta e gli vengono messi davanti, nero su bianco, i termini del potenziale accordo che dovrà legare l’Inail alla Rgeioine Umbria per realizzare il nuovo ospedale di Narni-Amelia.
L’Inail – viene subito chiarito – può mettere gli 85 milioni richiesti dall’Umbria. In realtà l’Inail di soldi ne ha tanti, possono essere utilizzati in vari contesti istituzionali, ma in ogni caso, per i soldi che presta, deve chiedere un interesse che sia compatibile con i livelli di mercato.
A quel che si sa, a questo punto, viene anche indicata la durata del prestito e il tasso di interesse. La Asl2, che si accollerà il mutuo, si dovrà impegnare a restituire in 25 anni gli 85 milioni, a un tasso del 3.5%.
Se i termini sono corretti, fate voi i conti.
Aggiungete che Inail resta proprietaria della struttura fino a che il pagamento delle rate non sia ultimato e che in questi 25 anni può anche essere che Inail diventi un fondo privato (perchè no?), solo obbligato a perseguire i fini istituzionali.
Aggiungete soprattutto che la Asl 2, al momento in cui scriviamo, non ha meno di 90 milioni di debiti, semmai qualcuno in più.
Ora, per favore, rifate con noi i conti, perchè a tutto questo bisogna aggiungere l’impegno, messo nero su bianco, di provvedere alla manutenzione, sia ordinaria che straordinaria, sulla nascente struttura da parte della già caracollante Asl2. E, se magari all’inizio non sarà una gran cifra, vi immaginate che necessità può avere un ospedale dopo una decina di anni?
Non è tutto: i più attenti esperti di progettazione, dopo aver avanzato critiche sul sito scelto per costruire (mezza montagna), ritengono che gli 85 milioni non saranno in ogni caso sufficienti a completare l’opera. Questo significa che sarà necessario reperire altri fondi.
Conclusioni.
1.La Asl 2 , già oberata di conti da pagare, sarà costretta a far fronte all’ulteriore, molto oneroso, mutuo. Come farà? In un solo modo: mettendo Narni-Amelia in conto ai cittadini ternani, folignati, orvietani, spoletini, che alla Asl 2 fanno riferimento. Senza che il
nuovo ospedale Inail risolva nessuno dei problemi dei cittadini ternani, folignati, spoletini, orvietani.
2.Con il sistema dei Dea, la realizzazione di un ospedale, di questo genere e dimensione, esclude che si possa realizzare un altro sito per Terni. E poco importa che stiamo facendo l’ospedale-valletto e non l’ospedale-principe, quello che doveva servire a tutto il sistema
sanitario dell’Umbria, come presidio per combattere la mobilità passiva (pazienti che vanno a  farsi curare fuori regione), diventando perfino attrattivo per i pazienti di fuori regione.
Ora è chiaro perchè Umbria7 è così convinta della necessità di riconsiderare l’intero dossier Narni-Amelia?

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