Ospedali/ Da oggi Terni è in provincia di Narni, piccola ma con compatta rappresentanza politica bipartisan. Speranze per il capoluogo? Se Bandecchi capisce

SPOTLIGHT DI MARCO BRUNACCI | La rivoluzione geografica, il “pacco” riuscito al sindaco di Terni, i soldi che la Asl2 dovrà ridare all’Inail, il nuovo studio (dopo quello del passato, sempre pagato con soldi pubblici) per rinviare, da qui all’eternità, la realizzazione del nuovo Santa Maria

DI MARCO BRUNACCI

TERNI – Il consiglio comunale aperto sul nuovo ospedale di Terni inutile? No e vi spieghiamo perchè.

  1. Nessuno se ne era accorto, ma in Umbria c’è stato molto di più di un cambiamento climatico. Si è trattato di una vera e propria rivoluzione geografica. Da oggi Terni è in provincia di Narni. Bella cittadina, ma soprattutto con una fortissima e compatta rappresentanza politica bipartisan: l’ex sindaco e assessore regionale Pd, De Rebotti, e l’inarrestabile condottiero sindaco Lucarelli. E narnese è anche la Pace (Fdi), mentre la Pernazza (Fi) da Amelia, è una colonna in aiuto di Narni in questo torneo medievale che sarebbe buffo non fosse demenziale.
  2. Come si è scoperto questo sconvolgimento delle cartine? Quando la presidente Proietti, oggi limpida e lineare come poche altre volte, è andata al consiglio di Terni per annunciare che si faceva l’ospedale. Sì, ma quello di Narni-Amelia. E salutami soreta e il povero nuovo ospedale di Terni.
  3. Fermi, si dirà. Proietti ha assicurato che a metà di dicembre, una volta avuto il verdetto dei tecnici, pagati di nuovo per esprimersi dopo che altri si erano già largamente espressi, impiegando tutte e due le volte soldi pubblici (un controllino della Corte dei Conti ci sta), si saprà dove fare il nuovo ospedale della città capoluogo. Solo la posizione, ben inteso.
    Ma i soldi? Si trovano, ha detto al presidente. 500 milioni bazzecole. Magari ne servono 450. E che volete che siano. IL progetto? Pronti, che ci vorrà mai. Tre mesi, al massimo qualche anno. Quindi, ecco la decisiva comunicazione: il nuovo ospedale di Terni sicuramente si farà, in un lasso di tempo in fondo limitato, da qui all’eternità.
    Trattasi tecnicamente di una presa per i fondelli? Magari no. Solo che i cittadini di Terni devono piantarla per disturbare i manovratori che adesso sono concentrati a realizzare il decisivo sito di Narni-Amelia.
    L’ospedaletto numero 18 dell’Umbria, che poteva avere al massimo un senso se correlato a quello nuovo di Terni e che adesso – parole di Proietti – sarà invece il punto di riferimento di Terni. E sarà Terni a doversi correlare. Da qui all’eternità.
  4. Per farci apprezzare ancora di più dal sindaco Lucarelli, che con orgoglio annoveriamo tra i fans, diciamo che Narni-Amelia è vieppiù un “non sense”, se qualcuno ragionasse avendo in mente la sanità regionale nel suo complesso. Chiariamo: per fare Narni-Amelia servono poco meno di 100 milioni. Te li presta – ad interesse – l’Inail. La Asl li dovrà ridare, euro su euro, finchè morte non ci separi, mettendolo in un bilancio già adesso risicato.
    Cosa significa? Che per il resto degli ospedali della Asl2 (Spoleto, piuttosto che Foligno, ma non vogliamo dimenticare Orvieto) ci saranno soldi al più per verniciare una parete o per comprare una padella. Come la prenderanno i cittadini dei Comuni citati? Che ne pensano i sindaci dei Comuni in oggetto? Che ne pensa il sindaco Sisti di Spoleto il quale, promettendo miracoli per il suo ospedale, era riuscito a vincere le elezioni?
  5. Finale. De Rebotti-Proietti hanno sbattuto in faccia a Bandecchi una porta spessa così. Lì per lì, forse, il povero sindaco non se ne era accorto. Abbiamo la presunzione di aver contribuito a spiegarlo noi di Umbria7. Ma magari è solo un peccato di orgoglio. Fatto sta che, dopo un discorso da marziano in consiglio comunale, Bandecchi ci ha ripensato e ha convocato una conferenza stampa per dire: sono disposto a dimettermi se la Regione fa l’ospedale a Terni. Ma lo deve
    fare subito. Sapete che c’è, signori di destra, di sinistra, di centro e di tutte le altre latitudini consentite? Bandecchi, confidando su tutta la sua “malaeducation” politica, è l’ultima speranza per l’ospedale di Terni. Sempre che si renda conto del “pacco” che oggi gli hanno fatto.

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