Stangata delle tasse della Regione contro i soliti noti/ Dall’Osservatorio nazionale gli ultimi dati: quasi la metà degli umbri non paga Irpef, il 6% ne paga il 45%

La manovra colpisce chi le paga già, ma con gli effetti (minori consumi e minori occasioni di lavoro) più volte segnalati che finiranno per penalizzare i ceti più deboli e certo non chi riesce a evitare di dichiarare le proprie attività

di Marco Brunacci

PERUGIA – Stangata delle tasse in Umbria. Un aggiornamento sui numeri in virtù di una ricerca dell’”Osservatorio nazionale sui redditi al fine del pagamento dell’Irpef”, che getta una luce nuova sulla manovra da 184 milioni in 3 anni decisa dalla Giunta Proietti, senza altra giustificazione se non quella di aver bisogno di spendere più soldi, visto che è definitivamente caduta la foglia di fico del bilancio della sanità.

  1. La novità (che non è una gran novità)? La stangata si abbatterà sui soliti noti. Infatti in Italia, riporta con grande evidenza, sulla base dei dati dell’Osservatorio, il quotidiano di Confindustria nazionale, Il Sole 24 ore, il 7% dei contribuenti, e cioè coloro che denunciano un reddito superiore ai 50 mila euro lordi annui, paga il 45% di tutta l’Irpef d’Italia. I numeri riferiti all’Umbria dicono che questo numero va ulteriormente limato. I soliti noti sono ancora meno del 7%. Ma se riferito ai redditi superiori ai 29 mila euro (sotto ai 29 mila, si sa, parte la cosiddetta “Fascia Renzi”, molto cara ai governi della sinistra) le percentuali si aggiornano così: il 27% dei contribuenti paga il 76% di tutta l’Irpef). Anche qui i numeri sono un po’ diversi per l’Umbria.
  2. Poco meno della metà degli umbri, infatti, riesce a non pagare nulla di tasse Irpef, facendo percentualmente “meglio” della media d’Italia, Paese nel quale i “free Irpef “sono il 43.1%. Un dato che fa esclamare al responsabile dello studio che stiamo citando: «E’ credibile che in un Paese come l’Italia questa sia la percentuale di coloro che hanno un reddito intorno o inferiore ai 10 mila euro annui?». La risposta sta ovviamente nel tenore di vita dell’Italia che è da Paese industrializzato occidentale.
  3. Nell’analisi fatta dall’Osservatorio, le Regioni vengono indicate con un colore che va dal rosa pallidissimo al rosso marcato, a seconda del livello di pagamento dell’Irpef. Indovinate con chi sta l’Umbria? Con le regioni del peggiore sud. Mentre la Lombardia è rosso fuoco e la Sicilia e la Calabria hanno un rosa intenso, l’Umbria viene indicata, con la Basilicata, come regione dal rosa pallidissimo.
  4. La conclusione è sconsolata: la giunta Proietti ha deciso di colpire i soliti noti per fare cassa, facendosi anzi forte dell’anomalia della regione, che ne rivela una discreta propensione a non pagare l’Irpef. Ma il (cinico?) calcolo – come già più volte segnalato -.avrà ragionevolmente effetti sciagurati: minori consumi, minori occasioni di lavoro che penalizzano le fasce realmente meno abbienti della popolazione, non certo coloro che riescono a non far risultare, in toto o in parte, le loro attività.
  5. Va segnalato, se ancora qualcuno nella maggioranza pensa sia un fatto di giustizia stoppare o modificare la manovra delle tasse, che questa manovra andrà a colpire soprattutto pensionati e impiego qualificato. In quest’ultimo gruppo vanno annoverati i mestieri sanitari, così importanti per la qualità della vita della popolazione, dagli infermieri ai medici. E per dirla tutta: come si farà a convincere un bravo primario a venire in Umbria per aiutare a combattere la vera battaglia della sanità regionale che è poi la “mobilità passiva”, i pazienti che scelgono di andare fuori regione per farsi curare e che la Regione deve pagare.

Le istituzioni al lavoro perchè i giovani tornino protagonisti della loro crescita

«Destra e sinistra hanno bloccato il piano di dimensionamento scolastico»