TERNI – «Tacito 90 non è una operazione nostalgia e non è una celebrazione di un glorioso passato, piuttosto è l’auspicio di un intepido futuro». Fausto Dominici, il professore che ha vissuto il Tacito per mezzo secolo – «Sono entrato quando avevo 14 anni e ci sono rimasto ad insegnare» – rassicura: «E’ un gruppo di lavoro nato per animare le iniziative per i 90 anni della scuola e per trasmettere l’importanza degli studi classici in un contesto socio-culturale in continuo mutamento». Lo dice dopo che la preside Roberta Bambini ha mostrato il Digital Communication Lab, un locale didattico innovativo realizzato con i fondi del Pnrr e volto a promuovere il connubio tra cultura classica, comunicazione digitale e informatica umanistica; e dopo aver inaugurato la nuova palestra. Potenziare le dotazioni digitali, così come promuovere progetti che collegano discipline classiche a tematiche contemporanee, per ribadire che i «classici parlano anche oggi». Novant’anni dopo.
Era il 28 ottobre del 1936. Il liceo ginnasio si trasferisce nell’ edificio costruito dall’ingegner Guazzaroni nell’area dei Camporeali e assume la denominazione che tutt’ora conserva: “Cornelio Tacito”. Attraversa gli anni terribili dei bombardamenti, della crisi del dopoguerra, del fascismo e del calo demografico e, vent’anni dopo, delle contestazione studentesche. Le varie fasi, i passaggi di sede, il contesto socio economico, i professori: tutto sarà raccontato in una grande mostra.














